L’AQUILA – “Al pronto soccorso dell’ospedale dell’Aquila non abbiamo situazioni di particolare emergenza nonostante alcuni giorni di forte afflusso, dovuti a polmoniti comunitarie degli anziani, recrudescenza di bronchiti croniche e scompensi cardiaci, come accaduto il 1 dicembre scorso quando, con 75 accessi nel pomeriggio, sono rimasti da assistere 9 pazienti”.
E’ questa la risposta di Vincenzo Pace, coordinatore medico nello staff della Direzione Asl provinciale dell’Aquila, a quanto riferito anche da Abruzzoweb, relativamente alla denuncia del consigliere comunale di Passo Possibile, Alessandro Tomassoni, che ha posta e commentato sulla sua pagina Facebook eloquenti fotografie scattate al pronto soccorso: “Cittadini, per lo più anziani, parcheggiati da alcuni giorni, nei corridoi attigui al Pronto Soccorso, per la totale mancanza di posti letto disponibili. Non ci sono bagni a loro disposizione nelle vicinanze, né tavolini o punti di appoggio, alcuni addirittura col cappotto sul letto, altri senza nemmeno coperte pesanti per affrontare notte”.
La questione sarà affrontata nel Consiglio comunale straordinario sulla sanità convocato dal presidente Roberto Santangelo per lunedì prossimo alle 11.
A gettare acqua sul fuoco è però il dottor Pace: “Si riportano, a seguire, alcuni dei titoli dei quotidiani degli ultimi giorni sui pronto soccorso di altre Regioni: ‘Como, Pronto soccorso al collasso, 27 novembre, La Provincia Pavese; ‘Roma, nei pronto soccorso è caos’, Messaggero 30 novembre; ‘Pistoia, ambulanze in coda al pronto soccorso (2 dicembre, Tvl); ‘Trieste, pronto soccorso del Burlo in ginocchio’, Il Piccolo, 1 dicembre; Macerata, boom di accessi al pronto soccorso, 27 novembre, Il Resto del Carlino. Come si evince dal confronto con le notizie a livello nazionale” il pronto soccorso di L’Aquila tiene bene e funziona molto meglio rispetto alla gran parte delle altre regioni”, spiega il medico.
“Non abbiamo situazioni di particolare emergenza – conferma dunque Pace -, nonostante alcuni giorni di forte afflusso, dovuti a polmoniti comunitarie degli anziani, recrudescenza di bronchiti croniche e scompensi cardiaci, come accaduto il 1 dicembre scorso quando, con 75 accessi nel pomeriggio, sono rimasti da assistere 9 pazienti. Questa massiccia affluenza è stata smaltita nei tempi più rapidi possibili, con l’utilizzo di alcune misure, tra cui la messa a regime dell’Obi, in cui sono stati accolti 6 pazienti, e la collocazione degli altri 3 su letti dotati anche di materassi antidecubito”.
“Per migliorare l’assistenza -, conclude Pace – è necessario un maggior filtro da parte dei medici di base, anche tramite la realizzazione degli ospedali di comunità e la fattiva collaborazione dei reparti di medicina e chirurgia degli ospedali nell’effettuare dimissioni non protette a domicilio entro le ore 12 anche nei giorni festivi e prefestivi. In aggiunta a questo, la Direzione ha già dato disposizioni per attivare posti preordinati di area medica e chirurgica quotidianamente a disposizione del pronto soccorso”.






