L’AQUILA – Continuano le polemiche sui 300 milioni “scomparsi” nella realizzazione del progetto C.a.s.e..

Questa volta è il capogruppo dell’Italia dei valori in Consiglio regionale, Carlo Costantini, a intervenire in difesa dei consiglieri del Pd Giuseppe Di Pangrazio e Claudio Ruffini.

Sulla vicenda i consiglieri regionali democrat avevano tenuto una polemica conferenza stampa, e il commissario Gianni Chiodi aveva replicato affermando che questi soldi non sono scomparsi ma sono stati impiegati anche per i moduli abitativi provvisori (Map), i moduli a uso scolastico provvisorio (Musp) e moduli ecclesiastici provvisori (Mep).

“Chiodi – scrive Costantini sul suo blog – prima ha offeso pubblicamente i colleghi del Partito Democratico Ruffini e Di Pancrazio, accusandoli di non sapere leggere la rendicontazione dei costi del Progetto C.a.s.e. all’Aquila e addirittura invitandoli a dimettersi per manifesta incapacità e poi ha fatto modificare le relative informazioni sul sito della Protezione Civile”.

“Per sua sfortuna – prosegue – conoscendo la sua attitudine alla mistificazione e alla manipolazione delle informazioni, ieri, alle ore 18.30 circa, quando aveva già abbondantemente offeso i colleghi Ruffini e Di Pancrazio, mi sono stampato per conservarla la pagina del sito della Protezione Civile, che riportava ancora testualmente quanto denunciato dai colleghi Ruffini e Di Pancrazio, ovvero che a fronte di uno stanziamento dichiarato di circa 1.100.000.000 euro complessivi per il Progetto C.a.s.e., ne risultavano rendicontati solo 800.000.000 euro circa. Solo in tarda serata, dopo le offese (a quel punto del tutto gratuite ed ingiustificate di Chiodi) la pagina del sito è stata modificata, con tanto di scuse da parte della Protezione Civile per il proprio errore”.

“Chiodi è, quindi, caduto nel ridicolo due volte – conclude Costantini – La prima perché ha accusato due consiglieri regionali di opposizione di non saper leggere ciò che non potevano leggere, semplicemente perché non era scritto. La seconda perché li ha offesi per la stessa circostanza per la quale la Protezione Civile si è, invece, scusata. Ora Chiodi deve fare almeno come la Protezione Civile: chieda anche lui scusa! Dei nuovi numeri (nel senso letterale del termine) forniti dalla Protezione Civile, avrò, invece, modo di parlare in separata sede”.