L’AQUILA – “Cialente 30 e lode ovvero la vittoria di Pirro”.
Questo il commento del coordinatore del Movimento per L’Aquila, Piero Carducci, dopo le primarie del centrosinistra che hanno re-incoronato il sindaco uscente.
“In tutte le città italiane dove si sono svolte le primarie del centrosinistra – scrive in una nota – i votanti sono aumentati: solo all’Aquila sono diminuiti, quasi della metà. Eppure la ‘macchina della propaganda’ del Pd ha fatto passare il messaggio di una straordinaria affermazione di Cialente”.
“Non è utile, per i seguaci del cialentismo – ha aggiunto – chiedersi che fine abbia fatto la metà dei circa 9 mila elettori delle primarie del 2007; del perché non siano andati a votare nonostante l’inderogabile necessità di rinascita della città; del perché, rispetto alle precedenti consultazioni, il cartello di appoggio del candidato sindaco del centrosinistra si sia vistosamente ridotto”.
Carducci afferma che “l’Idv salta le primarie del ‘Cialente 30 e lode’ e si presenta da solo al primo turno con Angelo Mancini, e molti degli scontenti della giunta Cialente si sono ritrovati nel progetto ‘Appello per L’Aquila’ con Ettore Di Cesare”.
“Cialente – aggiunge – ha perso per strada pure i movimenti civici e i moderati che nel 2007 lo avevano sostenuto, oggi alla ricerca di una ‘casa comune’ e di una seria alternativa alla sua cronica incapacità di governare e alla sua esasperata litigiosità”.
Secondo Carducci, “in altri momenti, a ridosso delle consultazioni comunali, i sindaci uscenti facevano asfaltare le strade e aggiustare le fontane. Oggi Cialente, nel peggior stile da Prima Repubblica – attacca – a un mese dalle elezioni presenta piani di ricostruzione inesistenti, piani della mobilità vuoti, annuncia improbabili piani regolatori… Ma in questi cinque anni, si chiede l’aquilano normale, cosa ha concluso? Ha lavorato solo in previsione delle elezioni 2012?”.
“Le primarie in tono minore – per l’esponente Mpl – sono servite in verità solo a legittimare la candidatura di Cialente, mal digerita dal Pd (che non dimentichiamo per buona parte voleva Lolli) e dalla stessa coalizione di centro sinistra. Cialente si gloria della vittoria di Pirro, ovvero di una vittoria che viene celebrata sulle macerie politiche della sua ex maggioranza e sulle macerie vere della città diruta, dove la ricostruzione non parte soprattutto per la litigiosità e le responsabilità politiche del sindaco uscente”.
“E basti pensare alla incredibile vicenda del Piano di Ricostruzione, altro che ‘Cialente 30 e lode’”, conclude.




