L’AQUILA – “I Confidi hanno deliberato l’ammissione in garanzia del prestito e seguito la pratica come si sarebbe fatto con qualunque altra. Quindi non è vero che non ci siamo interessati al caso”.

Così risponde ad AbruzzoWeb Luciano Mari Fiamma, coordinatore dei prestiti dei Confidi, riguardo alla denuncia fatta a questo stesso giornale da un giovane imprenditore romeno che si è visto negare un prestito, garantito all’80 per cento dall’istituto creditizio, da ben due banche: la Carispaq e la Tercas.

“È vero che gli sono state rigettate due pratiche – ha apostrofato Mari Fiamma – non mi sembra però che si debba parlare di razzismo”.

“L’interessato – ha continuato Mari Fiamma – ha detto cose non vere nei riguardi di Confidi che ha deliberato e seguito la pratica e portato a termine il proprio compito”.

Il giovane imprenditore aveva dichiarato che il Confidi gli aveva suggerito, per agevolare la pratica, di mettere nella causale che si trattava di un prestito personale e non, come era sua intenzione, per comprare un furgone, “altra falsità – ha risposto Mari Fiamma – il Confidi non ha mai proposto di fare un prestito personale, perché non possiamo farlo”.

In possesso di regolare contratto con un’azienda specializzata in prodotti caseari e di partita Iva, l’imprenditore si è rivolto a un Confidi per chiedere un prestito agevolato con garanzia all’80 per cento, ma le banche gli hanno rigettato la pratica senza alcuna spiegazione.

Sulle motivazioni del rifiuto Mari Fiamma ha spiegato che, “non vengono concessi prestiti nemmeno a posizioni con maggiori garanzie a livello patrimoniale. Anche le migliori ditte si vedono negare il fido e chi ce l’ha, se lo vede diminuire. È un periodo difficile per le banche”.

Il giovane imprenditore sicuro di ricevere il prestito, che doveva essere di 15 mila euro, aveva già dato l’anticipo per bloccare il furgone e prenotato le gomme nuove: soldi che non gli rimborserà nessuno.

“Da parte nostra – ha concluso Mari Fiamma – abbiamo fatto tutto quello che dovevamo fare. I motivi per cui i prestiti vengono negati, le banche non li dicono nemmeno a noi”. (a.c.)