TERAMO – Entra nel vivo la corsa per il rinnovo della presidenza dell’Automobile Club d’Italia di Teramo, che sarà scelto venerdì prossimo con il voto degli oltre 8 mila soci.

Ai nastri di partenza il presidente uscente, l’avvocato Vincenzo Di Gialluca, e il giovane sfidante Carmine Cellinese, medico di base ad Atri, e presidente del Club automobili storiche di Teramo (Cast).

Elezioni che si svolgono in un clima di polemica. A premere il piede sull’accelleratore è stato Cellinese, che accusa Di Gialluca di aver trasformato l’Aci in “un esattore del bollo”, mentre per lui dovrebbe essere innanzi tutto il sindacato degli automobilisti.

Di Gialluca rivendica, invece, i bilanci in attivo e di aver contribuito a fare dell’Aci teramano quello più grande d’Abruzzo, per tale ragione al riparo da progetti di accorpamento che incombono sulle altre sezioni provinciali.

L’unica cosa superata, incalza Di Gialluca, è semmai il compenso del presidente Aci, la miseria di 2.500 euro lordi l’anno. Insomma l’uscente rivendica la continuità e l’accortezza amministrativa, mentre Cellinese veste i panni dell’innovatore.

“Abbiamo i bilanci in attivo da 15 anni – ha dichiarato in un’intervista al sito Certastampa Di Gialluca – e questo perché siamo stati rigorosi al centesimo, pensate che a Roma per gli incontri istituzionali andiamo con una macchina si servizio vecchia di vent’anni e paghiamo la trasferta a nostre spese. Ma grazie a questa gestione virtuosa, siamo riusciti ad acquistare la sede e abbiamo acquisito anche il solaio”.

In un’intervista al quotidiano La Città, tuttavia, Cellinese ribatte che “avere i conti in attivo non significa chiudere i soldi in cassaforte, senza dare più alcuno slancio al ruolo del club. E avere una sede così bella per entrarci solo a pagare un bollo e un passaggio di proprietà è un peccato”. Osserva anche che all’Aci teramano “manca un piano di sviluppo e non svolge più il ruolo di cerniera e raccordo con gli associati e le scuderie”.

Non è vero questo secondo Di Gialluca, che ricorda che l’Aci teramano “ha una penetrazione associativa tra le più alte d’Italia, tenuto conto delle percentuali locali degli automobilisti”, e che in questi anni la priorità è stata data “con ottimi risultati” al servizio da assicurare ai soci, all’educazione stradale nelle scuole, “secondo modalità che sono prese a esempio anche da altre Aci”, il tutto garantendo anche “adeguati budget per le associazioni sportive”. 

Ma anche su questo punto Cellinese non è affatto d’accordo, visto che, a suo dire, i teramani “non conoscono la grande storia dell’Aci, chi sia per esempio Berardo Taraschi“, grande pilota e imprenditore nato a Tossicia e morto nel 1997. e nemmeno vengono valorizzati piloti e campioni in attività.

Lo sfidante propone pertanto l’istituzione di tre commissioni di lavoro: una storica culturale, una sportiva che abbia funzione di coordinamento tra club e scuderie, e un’altra dedicata ai rapporti commerciali.

E promette un Aci anche più protagonista nella vita politica cittadina, che si faccia per esempio “parte attiva nel sollecitare la mobilità elettrica, le manutenzioni stradali e la sistemazione di buche che rappresentano un problema per gli automobilisti”. Filippo Tronca