L’AQUILA – “L’Aquila ce la farà”. Il coro è stato pressoché unanime ieri sera, presso il locale Novecento10 dove il direttore del quotidiano Il Tempo, Mario Sechi, ha presentato il suo libro “Ttte le volte che ce l’abbiamo fatta. Storie di italiani che non si arrendono”.

Una serata promossa dall’Associazione “‘L’Aquila che Rinasce” in collaborazione con Abruzzo Moderno, la cui presidente, ha ricordato come “oggi più che mai, a tre anni dal sisma, è forte la necessità di condividere, con il mondo dell’associazionismo, problematiche e temi che in questa città sono molto sentite”.

“La ricostruzione è un crocevia per l’intero Paese – ha aggiunto Salvatore Santangelo, giornalista e scrittore che ha introdotto gli ospiti – L’auspicio è che nel prossimo libro del direttore Sechi possa esserci un altro capitolo dedicato all’Aquila che ce l’ha fatta”.

Il volume, infatti, è dedicato a storie e aneddoti di personaggi e personalità del Belpaese che hanno raggiunto l’eccellenza nei rispettivi campi, dallo sport alla tecnologia, dalla politica alla moda: tutti accomunati da un identico destino, essere stati i migliori e aver dato lustro al nome dell’Italia nel mondo.

All’iniziativa hanno preso parte anche il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, l’onorevole Udc e membro del cda Rai, Rodolfo De Laurentiis, l’assessore regionale alla Protezione civile  Gianfranco Giuliante, mentre tra il pubblico erano presenti tanti cittadini, il consigliere comunale Pierluigi Properzi, l’ex inquilino dell’assise civica Luigi Di Luzio e il direttore di Confindustria Giuseppe D’Amico.

“Sto vivendo questa fase storica con una sorta di rabbia.  Ha detto Cialente – Sono convinto che l’Italia è un grande paese,  fatto di lavoratori, di persone che vanno avanti nonostante le difficoltà e una classe politica che non ha delineato una strategia di sviluppo negli ultimi 20 anni. Si sta perdendo il senso di appartenenza  allo stato, che pure ha vissuto grandi momenti lo scorso anno in occasione del 150esimo anniversario della Repubblica. spazio ai lobbisti. Stiamo perdendo dei riferimenti, come l’importanza della scuola o la funzionalità della Pubblica amministrazione, che non è adeguata a quella dei nostri partner-competitor europei”.

Il primo cittadino, prima di lasciarsi andare ad un duetto sulle note della canzone ‘Volare’ di Domenico Modugno con Sechi (anche se ha sbagliato una strofa, la passione per il canto merita ampiamente la sufficienza), si è soffermato poi sulle vicende del post terremoto.

“Dopo il sisma del 2009 i pessimisti parlavano di 20mila persone che sarebbero rimaste all’Aquila. Fu fatta una scelta, quella di mettere in sicurezza tutte le scuole rimaste in piedi e realizzare 37 Musp per 17mila studenti. E’ stato fatto un miracolo, come ha riconosciuto anche l’ambasciatore tedesco dell’epoca, e  le famiglie sono rimaste. Lì sembrava che la ricostruzione potesse spiccare il volo, poi una burocrazia cieca e forse anche la mancanza di coraggio ci hanno bloccati. Ma quella della ricostruzione è una sfida di una città intera, che verrà vinta”.

Il direttore Sechi, che nel corso della serata ha coinvolto anche il pubblico presente con domande e botta e risposta, ha ricordato che “L’Italia ce l’ha sempre fatta, magari con i suoi tempi e con i suoi modi. Ma ha sempre raggiunto i suoi obiettivi. Anche L’Aquila ce la farà, è la storia che ce lo insegna”.

Anche per l’assessore Giuliante la politica deve impegnarsi “per eliminare ogni forma di burocrazia che blocchi i processi di ricostruzione. Bisogna tagliare i lacci e i lacciuoli che ci frenano e mantenere quelli che ci sorreggono. Qualcuno, un giornalista americano, ha criticato le scelte che furono fatte all’Aquila dopo il terremoto. Oggi, a tre anni e mezzo dal sisma, chiedo: quali erano le alternative? I container?”.

“La politica deve mettere da parte divisioni e polemiche che non hanno più ragion d’essere. La sfida da vincere è collettiva, e si può ottenere solo con una grande coesione di tutti” ha chiosato l’onrevole De Laurentiis. (g.a.)