L’AQUILA – Tanto tuonò che piovve. Stufi di mezze promesse, voci di corridoio e false indiscrezioni su possibili progetti di stabilizzazione i precari della Regione Abruzzo oggi incroceranno le braccia. Circa 160 dipendenti dei settori Bura, Informatica  Statistica, Cartografia, Rifiuti, Ambiente e Politiche per le Attività Internazionali manifesteranno in segno di protesta davanti la sede della Giunta a Palazzo Silone a Pettino, bloccando,o comuqnue rallentando, l’attività di uffici strategici per il corretto funzionamento  dell’ente.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso il rinvio, durante la seduta odierna del Consiglio regionale, l’esame del disegno di legge per le stabilizzazioni: uno slittamento dovuto al mancato accordo tra i consiglieri proponenti ed il presidente della Regione, Gianni Chiodi, e l’assessore al Personale Federica Carpineta.

Salvo ulteriori problemi il ddl verrà discusso nella seduta di martedì prossimo, e fino a quella data si protrarrà lo stato di agitazione dei precari.

Sulle problematiche legate alle stabilizzazioni dei precari nelle scorse settimane si era scatenato un accesissimo dibattito tra l’assessore al Personale della Regione Abruzzo Federica Carpineta e le opposizioni in Consiglio regionale.

Proprio mentre sembrava che la soluzione fosse all’orizzonte grazie al disegno di legge bipartisan presentato in Consiglio regionale, a gelare tutti è stata lo stesso assessore che ha dichiarato: “Per i co.co.co. non è possibile stabilizzare con una legge, ma solo con un concorso”.

Secondo un’interpretazione della legge regionale 38 del 2008, infatti, sarebbe possibile procedere alle stabilizzazioni attraverso prove selettive riservate ai precari nell’ambito del progressivo fabbisogno della Regione: “Siamo anche disposti a modificare il testo del disegno di legge Norme per la stabilizzazione dei precari della Regione Abruzzo – aveva dichiarato il consigliere regionale del Pd Claudio Ruffini – laddove vengano individuati profili di incostituzionalità che possono essere motivo di impugnativa da parte del Governo”.

Una possibilità concreta, quella di un’eventuale impugnativa, che era emersa nell’incontro che il 27 ottobre scorso hanno avuto con gli esponenti della  Funzione Pubblica a Roma l’Assessore Carpineta, i consiglieri Gianfranco Giuliante,  Giovanni D’Amico e Claudio Ruffini.

Anche per questo l’assessore Carpineta aveva indicato le prove concorsuali quale unica via possibile per le stabilizzazioni:  “ Il Dipartimento della Funzione pubblica, attraverso i suoi esperti – aveva detto l’assessore – ha indicato quella che è, allo stato, l’unica via praticabile: la predisposizione di atti amministrativi che portino alla emanazione di bandi di concorso contenenti criteri di valorizzazione delle esperienze maturate da quei ‘cococo’ che rientrino nei parametri previsti dalle leggi vigenti”.

“Assodato, spero in maniera definitiva, che la via legislativa di stabilizzazione è assolutamente impraticabile – assicura però – proseguiremo con lo studio dei provvedimenti capaci di dare la migliore risposta possibile alle aspettative dei co.co.co., che sia, al tempo stesso, la soluzione più trasparente ed anche la più efficace per la qualità della nostra macchina amministrativa regionale”.