BUSSI SUL TIRINO – Dopo la bocciatura nel 2015 del progetto della cava a Bussi sul Tirino (Pescara) presentato dalla Toto Holding, da parte del Comitato di valutazione d’impatto ambientale della Regione Abruzzo, ne è spuntato un altro, proposto dalla Umt Service srl, che ricade sul comune di Popoli ma di fatto è adiacente al sito individuato nel primo caso.
La società proponente, secondo quanto appreso, sarebbe legata alla Fassa Bortolo, azienda leader nei prodotti per l’edilizia, che proprio a Popoli ha uno stabilimento e una cava, che sarebbe però in via di esaurimento.
Nei giorni scorsi il comitato Via ha rinviato a valutazione d’impatto ambientale il progetto per la nuova cava da 400.000 metri cubi tra Colle Castiglione e Monte San Rocco tra i comuni di Bussi sul Tirino, Popoli e Collepietro (L’Aquila).
L’amministrazione comunale di Bussi, che nel 2014 fece notare come “in seguito alla chiusura dei pozzi Sant’Angelo nel comune di Castiglione a Casauria, sono stati scavati in emergenza i pozzi San Rocco a Bussi, il sondaggio più vicino è posto a 800 metri dai punti di captazione dei suddetti pozzi, mentre il confine dell’area di ricerca mineraria corre a poco più di 200 metri dal campo pozzi San Rocco”, oggi rivendica di aver avuto un ruolo da protagonista nella decisione finale del comitato Via e mette in guardia sul nuovo progetto.
“Il territorio interessato confina con quello in cui si sarebbe dovuta realizzare la cava a cui è già stato detto di no”, dice il sindaco di Bussi Salvatore Lagatta, “le opposizioni restano quindi le stesse”.
“All’epoca solo io sono andato in commissione Via, per la verità con Lorenzo Sospiri – ricorda – in quelle due riunioni si diede mandato di fare la valutazione di impatto ambientale. Su quello che si sta chiedendo oggi è già è stato deciso allora”.
“Chiesi anche la valutazione ambientale strategica per ragioni sociali, visto che stavamo già valutando la reindustrializzazione dell’ex polo chimico – aggiunge Lagatta – La verità è che il Comune di Bussi si è opposto e il comitato Via ha bocciato la cava di Toto”.
Lagatta aveva ribadito il suo “no” alla cava anche recentemente, quando il Gruppo Toto ha riproposto la realizzazione di un cementificio con annesso sito estrattivo e impianto di lavorazione degli inerti nel sito d’interesse nazionale di Bussi.
Per il sindaco, è comunque essenziale che qualsiasi intervento sia integrato con la reindustrializzazione di Bussi, come scriveva già nella nota inviata al Comitato Via il 3 gennaio 2014, in cui chiedeva che il primo progetto di Toto fosse assoggettato, oltre che a valutazione d’impatto e di incidenza, anche a quella strategica: “Il progetto di sfruttamento minerario potrebbe avere un senso solo se inserito tra quelli connessi al procedimento di reindustrializzazione del Sin”.
Nella stessa nota, il Comune ricordava come “la Regione Abruzzo non ha ancora un piano cave e, quindi, esamina le singole istanze senza alcuna programmazione, non sapendo neanche quante cave sono attive/dismesse nella regione, quanto materiale per tipologia può essere estratto ora e nel futuro, qual è il fabbisogno reale e potenziale nonché quello che potrebbe essere soddisfatto con il riciclo dei rifiuti del comparto edile”. (m.sig.)






