MOLINA ATERNO – Dopo più di due anni di attesa non è ancora percorribile il ponte sulla SP 11, nel territorio del comune di Molina Aterno, crollato, a causa delle piogge intense, nell’inverno 2023. Nonostante le numerose rassicurazioni da parte della Provincia, il cronoprogramma relativo agli interventi da realizzare appare quantomeno poco rassicurante. Tempistiche che preoccupano non poco l’amministrazione comunale.

“Occorre fare presto sottolinea il sindaco di Molina Aterno, Luigi Fasciani – questa è una strada importante non solo per la viabilità locale ma anche per la sicurezza di chi si sposta ogni giorno tra la Valle Subequana e l’altopiano delle Rocche. Il ponte garantisce anche un collegamento funzionale e veloce tra Molina Aterno e il comune di Secinaro, fondamentale in caso di emergenze sanitarie. La chiusura prolungata sta isolando molte famiglie residenti, impedendo loro di accedere ai servizi come la restante parte della popolazione. Inoltre, la chiusura penalizza il territorio in termini turistici: tanti utilizzano questa strada per raggiungere le piane del Sirente, principale zona turistica del territorio”.

“Siamo arrivati ad avere un cronoprogramma solo dopo mie ripetute sollecitazioni alla Provincia – evidenzia il sindaco Luigi Fasciani, ma purtroppo ogni tentativo da parte mia di accelerare le procedure si è scontrato con una burocrazia che va troppo a rilento. La ricostruzione del ponte non può attendere ancora: non possiamo permetterci di tenere un intero territorio isolato per anni, tra disagi quotidiani, rischi per la sicurezza e una penalizzazione evidente anche per chi vorrebbe venire a visitare i nostri luoghi. La speranza è che, almeno da qui in avanti siano più celeri i tempi per la ricostruzione definitiva. In relazione a quanto detto, va sottolineato che l’infrastruttura risulta fondamentale per garantire la viabilità in un territorio marginale e già fortemente disagiato, proprio per questo i lavori che lo riguardano dovrebbero avere la priorità assoluta”.

Il sindaco ricorda anche che, insieme agli altri amministratori locali, sta coordinando la progettazione degli interventi riguardanti la seconda tranche della Strategia Nazionale della Aree Interne 2021-2027; la stessa pone la viabilità, insieme a sanità e istruzione, al centro degli interventi per garantire ai residenti delle aree disagiate gli stessi servizi di altri territori. Il persistere di questa situazione crea un danno difficilmente riparabile e mina la credibilità degli enti locali.

“Il tempo – conclude – non dovrebbe essere una variabile indipendente quando si parla di programmazione, è fondamentale per dare coerenza al processo di realizzazione di un’opera, al pari delle risorse economiche. Il rischio altrimenti è di ricostruire un’opera su un territorio desertificato e, quindi, privo dei servizi fondamentali.”