L’AQUILA – “Non sono incompatibile perché non ho un ruolo da dirigente. Anzi, è stata la mia dirigente che di fatto mi ha messo fuori dalla Asl, o sta tentando di farlo”.

Così il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, a margine della cerimonia di restituzione della struttura per anziani ex Onpi sul tema dell’incompatibilità tra incarichi dirigenziali e ruoli elettivi negli enti pubblici prevista dalla “legge anticorruzione” che potrebbe vederlo protagonista per il suo lavoro all’Azienda sanitaria dell’Aquila ripreso a febbraio.

Ma Cialente non è il solo sub iudice. “Per quanto riguarda l’assessore Alfredo Moroni e il sindaco Giovanni Di Pangrazio e molti altri si sta cercando di capire perché Civit fa interpretazioni completamente diverse”, spiega Cialente, alludendo alla Commissione indipendente per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche, che è autorità nazionale in materia di anticorruzione.

“La cosa strana è una e la vorrei sottolineare: in Italia sono tutti incompatibili esclusi i parlamentari. È un po’ come il fatto che noi non ci possiamo candidare a niente mentre i parlamentari a tutto. Forse perché sanno che noi abbiamo consenso mentre loro mai ne hanno avuto”, conclude polemicamente. (m.gal. – alb.or.)