L’AQUILA – Un luogo della memoria, una piazza per ricordare tutti gli studenti universitari morti nei crolli del 6 aprile 2009 al posto della vecchia casa dello studente in via XX settembre.

A lanciare la proposta, che piace al Comune e ai familiari delle vittime, è il commissario dell’Azienda per il diritto agli studi universitari (Adsu), Francesco D’Ascanio, che fa anche un quadro delle residenze per gli studenti fuori sede, annunciando che nel giro di un triennio i posti letto si quintuplicheranno rispetto alla situazione di prima del terremoto.

Dai 200 di qualche anno fa, si passerà infatti a oltre mille posti disponibili.

Quanto alla costruzione della nuova casa dello studente, che dovrà avere altri 300 posti, sono due le ipotesi su cui si sta lavorando, anche qui con circa tre anni da attendere.

LA PIAZZA DELLA MEMORIA E LA CASA DELLO STUDENTE

Prima di tutto, la memoria. “Nell’area della struttura crollata in via XX settembre, in cui morirono otto giovani – è la proposta di D’Ascanio – sarà realizzata una grande piazza commemorativa di tutti gli studenti universitari scomparsi a causa del terremoto”.

“Su questo – aggiunge – mi sembra ci sia un’ampia condivisione. Inoltre, nella parte sottostante la piazza troverà spazio un parcheggio a due piani”.

Al di là delle case dello studente che spuntano come funghi qua e là, la casa dello studente dell’Adsu, comunque, dovrà essere ricostruita, e i progetti al momento sono due.

“La prima idea – spiega D’Ascanio – è quella di realizzarla al posto dell’ex clinica universitaria in via Duca degli Abruzzi, nei pressi dell’ex ospedale San Salvatore, dove sarà realizzato il polo universitario, e dove andranno anche numerosi uffici. Si tratterebbe di una soluzione centrale, nuova, visto che l’edificio dovrà essere abbattuto, e che ben si interfaccerebbe con il recupero da parte della curia da parte delle strutture che ospitavano i salesiani, per creare una sorta di asse culturale umanistico”.

Quanto alla seconda ipotesi, “per la quale sono già stati avviati contatti, riguarda lo stabile che fino al terremoto ospitava gli uffici dell’Inail, in via Filomusi Guelfi. L’edificio – svela il commissario Adsu – è di proprietà del fondo immobiliare pubblico e deve essere demolito; può essere un’ ipotesi alternativa”.

E la tempistica? “Considerando che in entrambi i casi si tratterebbe di ricostruire le strutture, penso che si possa parlare di opere da concludersi in tre anni”, ipotizza D’Ascanio.

LE ADESIONI: CIALENTE, ”LUOGO SIMBOLICO”

L’AQUILA – Arrivano le prime adesioni all’idea di una piazza della memoria al posto della casa dello studente crollata in via XX settembre, lanciata dal commissario dell’Azienda per il diritto agli studi universitari (Adsu), Francesco D’Ascanio.

Il primo a essere d’accordo è il sindaco del capoluogo, Massimo Cialente.

“D’Ascanio me ne aveva già parlato – svela – e visto che lì sembra proprio che non si ricostruirà, ci va fatto assolutamente un piazzale, non vedo alternative”.

“Un luogo – conclude – che esprima un dramma diventato simbolico per la città. Io sono favorevole”.

FAMILIARI VITTIME: ”PIAZZA LEGATA ALLA VITA E ALLA MEMORIA”

La pensa allo stesso modo Antonietta Centofanti, portavoce del comitato dei familiari delle vittime della casa dello studente.

«Siamo talmente d’accordo – spiega – che già il monumento realizzato davanti ai ruderi avremmo voluto fosse intitolato a tutti i ragazzi che hanno perso la vita nei crolli, non solo agli otto che erano lì”.

Per la Centofanti, “una nuova casa dello studente in quel posto non ci devono neanche pensare a rifarla, ma una piazza, un giardino, un luogo che sia legato alla vita, ma anche alla memoria, va benissimo”.

I POSTI LETTO

Nella caserma Campomizzi attualmente sono alloggiati 300 studenti, ma a regime, una volta che gli sfollati ancora presenti potranno tornare nelle loro abitazioni, al completo ce ne saranno 420. E a rendere più funzionale la struttura ci sarà una nuova sala studio che sarà donata dalla San Vincenzo De Paoli.

Altri 120 ragazzi e ragazze sono ospiti della casa dello studente “San Carlo Borromeo” a Coppito, la cui gestione è demandata alla Curia aquilana, mentre negli spazi della ex Reiss Romoli andranno altri 350 giovani.

“Ho parlato con il prorettore dell’Università dell’Aquila, Roberto Volpe – spiega D’Ascanio – che mi ha assicurato l’avvio a breve di alcuni lavori necessari per la ristrutturazione del complesso. Per il prossimo anno accademico saranno disponibili”.

Se rimane ancora in alto mare la vicenda del campus situato nel comune di Pizzoli (L’Aquila), ancora sotto sequestro, sembra essersi sbloccato definitivamente l’iter burocratico per il completamento del complesso di “Casale Marinangeli”.

“So – dice il commissario – che il Comune dell’Aquila ha predisposto la delibera per la cessione di Casale Marinangeli all’Adsu per 20 anni, rinnovabili per altri 20. In questo modo si potrà partire con i lavori del secondo lotto e realizzare altri 150 posti letto. Spetta ora al Consiglio comunale approvare l’atto per formalizzare il passaggio dell’immobile”.

I lavori, che dureranno in questo caso, però, circa due anni, saranno realizzati dal Provveditorato alle Opere pubbliche.

“Ho già parlato con il presidente della Regione, Gianni Chiodi, che si è detto disponibile a mettere a disposizione i fondi necessari per i lavori, circa 2 milioni di euro”, annuncia ancora D’Ascanio.

In totale fanno 1.040 posti. “L’offerta, insomma – sottolinea il commissario – aumenterà decisamente rispetto a quella degli anni pre-terremoto, quando erano disponibili solo i 120 posti della vecchia casa dello studente in via XX settembre e i circa 80 dell’ex convento dei gesuiti”.

Inoltre, a breve verrà stipulato il protocollo d’intesa con il Comune dell’Aquila in virtù del quale anche gli alloggi del progetto C.a.s.e. e i Map lasciati liberi dagli sfollati che sono tornati nelle loro abitazioni potranno essere messi a disposizione degli studenti, come anticipato da AbruzzoWeb.

“In quel caso – conclude il commissario Adsu – la gestione sarà affidata direttamente all’amministrazione comunale”.