<font size=’2′ style=’L’AQUILA – “Il presidente del governo Berlusconi e il Commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, spieghino a tutti gli aquilani, senza infingimenti, come mai, se è vero che le risorse per la ricostruzione non mancano, si applicano, invece, prezziari ‘low cost’, da edilizia popolare a basso costo”. Questa l’accusa di una nota della responsabile nazionale Pd per la ricostruzione, Stefania Pezzopane.
<p style=’ margin-bottom: 0cm; “<font size=’2′ style=’Standard assolutamente fuori mercato – aggiunge – non solo per la ricostruzione di un patrimonio storico e monumentale che tutto il mondo ci invidia, ma anche per la messa in sicurezza del patrimonio immobiliare”.
<p style=’ margin-bottom: 0cm; “<font size=’2′ style=’D’altro canto un governo che spende 2.800 euro al metro quadrato per il progetto Case e avvalora la tesi che sono necessarie risorse vere e sostanziose per abitazioni antisismiche, non può poi giocare al ribasso per la ricostruzione vera – spiega la Pezzopane – È assurdo che a quasi due anni dal sisma, la ricostruzione stenti a decollare anche per l’incapacità di definire con precisione i parametri di indennizzo delle case E, quelle con gravi lesioni”.
<p style=’ margin-bottom: 0cm; “<font size=’2′ style=’Se le tariffe dovessero rimanere quelle stabilite dal commissario Chiodi e dal capo dell’Unità di missione Gaetano Fontana – denuncia – si sancirebbe drammaticamente l’impossibilità di ricostruire. Il rischio è che molti aquilani sarebbero scoraggiati a sistemare le loro abitazioni e che i poteri forti metterebbero definitivamente le mani sulla città”.
<p style=’ margin-bottom: 0cm; <font size=’2′ style=’“Con questo tariffario non si ricostruisce nulla, né si mette in sicurezza alcunché – prosegue – dopo quello che è accaduto è necessario uno scatto morale che costringa tutti a rimboccarsi le maniche, ad assumere decisioni forti e coraggiose, ad investire risorse vere e congrue per ricostruire in assoluta sicurezza, tutto dov’era e meglio di com’era”. “Invitiamo il commissario Chiodi – conclude – ad un confronto serrato con le categorie produttive, i comitati cittadini per la ricostruzione e gli enti locali, per stabilire insieme i giusti indennizzi e le giuste procedure. La ricostruzione non può più aspettare”.




