PESCARA – Un anno fa la città di Pescara veniva completamente invasa dalle acque del fiume ingrossato e il fango interrompeva il collegamento stradale con le zone circostanti.
Le piogge incessanti di fine novembre avevano creato, in pochi giorni, un vero e proprio disastro ambientale: strutture divelte, frane e smottamenti, strade e sottopassaggi allagati.
Nel sottopassaggio di via Fontanelle aveva perso la vita una donna di 57 anni, la signora Annamaria Mancini, ricordata dalla sua famiglia a un anno dalla sua scomparsa con una Santa Messa presso la Chiesa di San Pietro Martire di Fontanelle.
Proprio in occasione dell’alluvione, Oberdan Caposano, il noto proprietario del rimessaggio “L’Ancora” situato sul lungofiume pescarese, aveva visto la furia delle acque che trascinava via il suo lavoro e la sua vita, ciò per cui aveva fatto sempre sacrifici e che, con altrettanti sacrifici è riuscito a ricostruire con le sue mani e l’aiuto di quanti, tra amici e clienti, hanno avuto la forza di aiutarlo a ricominciare.
”Sono qui, un anno dopo a parlare ancora di quella terribile serata in cui tutti i miei sacrifici venivano spazzati via dal fiume, che a volte può diventare un temibile nemico – ricordato ad AbruzzoWeb – A malincuore purtroppo non posso far altro che evidenziare che non è stato fatto alcun intervento sul fiume, anzi mi sembra più trascurato dello scorso anno”.
Interessato ad avere un quadro completo della situazione del Pescara, infatti, Caposano ha organizzato un tour sul fiume lo scorso 19 novembre.
”Non credevo ai miei occhi: la navigazione si è interrotta 500 metri dopo la Fater all’altezza del confine con Santa Teresa di Spoltore; la morfologia del fiume è cambiata e chiaramente quando il fiume si alza porta con sé detriti e tronchi che creano una sorta di diga naturale impedendo il passaggio”, denuncia.
L’imprenditore, che ha sempre vissuto sul fiume e lo conosce bene, ha sottolineato come la situazione è disastrosa ed è necessaria un’accurata manutenzione visto che appare completamente abbandonato a se stesso.
”Non capisco se mancano soldi o manca l’interesse verso questa grande risorsa, dato che della situazione sono a conoscenza sia Marco Alessandrini, che lo scorso anno non era ancora sindaco di Pescara, che Luciano D’Alfonso, anch’egli neopresidente della Regione: entrambi hanno avuto modo di visitarlo in barca e di vedere personalmente”.
Tecnicamente, come ha spiegato Caposano, sia l’alluvione del 1993 che quella del 2013 sono avvenute in seguito a piogge abbondanti accompagnate dallo scioglimento delle nevi di montagna.
Accade che l’acqua porta a valle i detriti e i tronchi si spezzano impedendo il naturale scorrere delle acque: la sua banchina infatti, lo scorso anno, era stata sradicata da un grosso tronco: ”Basterebbe tenere semplicemente il fiume più pulito per impedire disastri epocali, eppure non noto interesse da parte di nessuno”.
”Chi, come me, ama il fiume, non si ferma di fronte a questa realtà – conclude – io e gli altri del direttivo di Assonautica siamo intenzionati ad avere a tutti i costi un incontro con D’Alfonso per l’anno nuovo; parteciperanno anche i rappresentanti dei club presenti sul fiume”.
“Presenteremo progetti e valuteremo forme di investimento perché non è giusto che la natura versi in questo stato; in molti, per esempio, si avvicinano chiedendo di poter fare un giro in barca sul fiume: questo significa che potrebbe giovarne anche lo sviluppo turistico che ora appare bloccato”, conclude.






