PESCARA – “Rapine del genere le fanno o i tossicodipendenti oppure quelli che sono fuori di testa, e io appartengo a questa seconda categoria”.

Sarebbero queste le parole pronunciate stamani da Marco Mastromatteo, 24 anni, nato a San Giovanni Rotondo (Foggia) e residente a Vieste con i genitori, arrestato stamani dalla squadra mobile di Pescara, su disposizione del Tribunale, perché ritenuto responsabile di due rapine messe a segno lo scorso anno a Pescara ai danni di due gioiellerie, per un bottino complessivo di 430 mila euro.

Con lui è stato arrestato anche un altro giovane di origine pugliese, Paolo Latorre, 22 anni, che vive a Novara con la madre.

I due, entrambi di famiglia per bene, devono rispondere di rapina aggravata e porto abusivo di armi. Non è stato semplice rintracciarli perché, essendo incensurati, le impronte non hanno fornito elementi utili alle indagini e in un primo momento è stata inutile anche la diffusione dei due identikit e delle immagini riprese dalle telecamere di una delle gioiellerie.

Uno sviluppo nell’attività della squadra mobile c’è stato dopo l’arresto dei due, avvenuto a Bologna, a bordo di un’auto rubata e con una pistola con matricola abrasa e a seguito dell’arresto di Latorre per una rapina messa a segno a Porto San Giorgio.

Il dirigente delle volanti, Alessandro Di Blasio, navigando su internet ha letto la notizia relativa all’arresto di Latorre e ha capito dalla foto che si trattava di uno dei rapinatori arrivati a Pescara e ripreso dalle telecamere della gioielleria. Del bottino nessuna traccia.