PESCARA – “La chiusura di una attività storica rappresenta sempre un dolore perché è un pezzo di storia di città che se ne va. La chiusura dello storico Panificio Cipollone, punto di riferimento per la vendita di pane e dolci nel centro di Pescara, è anche questo. Quella del panificio Cipollone è l’ennesima attività commerciale, oltre ch storica che chiude e abbassa le saracinesche per sempre. La chiusura di una attività commerciale, per di più in un momento storico come questo deve rappresentare più che mai un momento di riflessione”.
Così il presidente di Confcommercio Pescara Riccardo Padovano e il presidente di Assipan Confcommercio Roberto D’Intino.
“La chiusura del Panificio Cipollone testimonia la crisi del settore del commercio ed artigianato. Oggi mestieri come il fornaio sono sempre meno appetibili per vari motivi tra cui il lavoro notturno. Vi è poi la mancanza di formazione e inoltre i consumi non sono più quelli di qualche hanno fa ed la GDO ha modificato le occasioni d’acquisto e tutto questo fa sì che cedere un attività storica ma imperniata su modi e tempi di lavoro che i giovani di oggi non accettano più è molto difficoltoso. Oggi gli obbiettivi della generazione Z sono completamente cambiati. I lavori manuali sono sempre meno appetibili e i messaggi che raggiungono i giovani , dai social dalla società civile sono distanti da un lavoro in un panificio ed ancor di più dalla sua gestione che comporta costanza responsabilità ed è in possibile portarla avanti senza una condivisione.
“Il Panificio Cipollone era composto da Adriano e la moglie Enia ai quali auguriamo – concludono Riccardo Padovano e Roberto D’Intino – una meritata pensione dopo anni trascorsi nello svolgere la meravigliosa Arte Bianca”.






