PESCARA – Da Chieti a Pescara a 20 chilometri all’ora sull’asse attrezzato per protestare contro la soppressione dei punti di nascita e il ridimensionamento di altri ospedali della regione. 

Sono partiti in mattinata e si sono fermati in piazza Unione a Pescara. Dovevano sostare davanti alla sede della Regione, ma si sono spostati un po’ più in là, davanti alla sede di uno dei comitati di Luciano D’Alfonso, tanto per far capire meglio verso chi puntare il dito. 

C’erano il sindaco di Atessa (Chieti) Nicola Cicchitti, preoccupato per le sorti dell’ospedale atessano, il consigliere comunale Carlo Ricci di Ortona (Chieti), il sindaco di Chieti Umberto Di Primio.

E poi c’erano rappresentanti dei comitati arrivati da Sulmona (L’Aquila), Tagliacozzo (L’Aquila), Penne (Pescara) e Atri (Teramo) a cominciare da quello che ha coordinato la protesta, il comitato Lotta sanità vestina, con il portavoce Gabriele Frisa. 

Al sit in di protesta ha preso la parola anche il consigliere regionale Mauro Febbo che ha assicurato una sponda all’interno del Consiglio regionale alle richieste dei comitati di non tagliare ulteriormente la sanità locale. 

Prima di andarsene i manifestanti hanno attaccato i loro palloncini bianchi intorno all’immagine di “D’Alfonso” (gesto che voleva alludere ai “palloni” dalfonsiani, vale a dire le bugie del presidente) e hanno annunciato che non si fermeranno qui con la protesta. Il blocco del traffico in asse attrezzato è solo l’inizio. (ar.ia.)