TERAMO – È di un altro “furbetto” del terremoto, o presunto tale, il nome finito nella nuova inchiesta aperta dalla Procura per truffa ai danni dello Stato. 

L’accusa ipotizzata a suo carico, come si legge sulle colonne del quotidiano Il Centro, è quella di aver percepito indebitamente per circa due anni i soldi dell’autonoma sistemazione dopo aver presentato false dichiarazioni in cui attestava di vivere nell’abitazione lesionata dal sisma, in questo caso un appartamento di Montorio, e di averla dovuta lasciare a causa delle lesioni post-sisma per trasferirsi nel capoluogo. 

In realtà, come accertato dalla Procura nel chiudere le indagini a suo carico, l’uomo già molto prima del sisma si sarebbe trasferito a Teramo lasciando l’abitazione di Montorio. 

Complessivamente, sostiene l’autorità giudiziaria, avrebbe incassato 35mila euro di Cas non dovuto. 

Il fascicolo del pm Andrea De Feis è chiuso e, dopo l’avviso di conclusione delle indagini, il prossimo passo potrebbe essere una richiesta di rinvio a giudizio. 

La chiave di volta investigativa, come riporta Il Centro, è un metodo ormai collaudato dal sisma dell’Aquila: l’incrocio dei dati che consente di capire se il contributo di autonoma sistemazione debba essere percepito. A Teramo, su questo fronte, è intensa l’attività della polizia municipale.