PESCARA – Si amplia il fronte promosso dalla Provincia di Pescara per contrastare l’attivazione del pedaggio sull’asse attrezzato che collega Pescara e Chieti.
Da oggi c’è anche Confindustria, con i presidenti di Pescara e Chieti, Marramiero e Primavera, che hanno assicurato la propria adesione alle prossime iniziative, prime tra tutte l’incontro con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Altero Matteoli, sollecitato nei giorni scorsi.
Lo annuncia il presidente della Provincia di Pescara, Guerino Testa, che mercoledì, insieme ai rappresentanti di altri enti, ha parlato della questione con il presidente dell’Anas, Pietro Ciucci.
“La mia battaglia non si ferma – annuncia Testa – e ritengo che sia estremamente positivo vedere scendere in campo anche l’Unione degli industriali. Ricordo che la Provincia di Pescara si sta muovendo insieme alla Provincia di Chieti, alle Camere di Commercio delle due province e ai comuni di Pescara, Chieti, San Giovanni Teatino, che sono i più rappresentativi della zona interessata all’introduzione di questo balzello. Siamo aperti, anzi apertissimi, ad altre adesioni, se così le vogliamo chiamare, senza distinzioni di casacca politica, come ho detto e ripetuto chissa’ quante volte negli ultimi mesi”.
“Evidentemente non è così per alcuni rappresentanti locali del Pd – prosegue – la cui attività politica è scandita solo e unicamente da conferenze e comunicati stampa contro il Pdl, che avrebbe sbagliato su tutta la linea, in questa battaglia. Credo di poter ricordare con orgoglio che la Provincia di Pescara è stato l’unico ente in Abruzzo ad aver presentato un ricorso al Tar per bloccare l’aumento del pedaggio autostradale, portando a casa una straordinaria vittoria”.
“Nessuna amministrazione – incalza Testa – si è sognata di affiancare la Provincia di Pescara in questo ricorso che ha consentito di bloccare l’aumento del pedaggio, già scattato la scorsa estate tra mille polemiche. Grazie a quella sentenza l’incremento è stato immediatamente fermato e il pedaggio, se e quando entrerà in vigore, non sarà forfettario ma legato al numero dei chilometri percorsi. La Provincia non si è fermata e sta andando avanti con altre azioni concrete: ha doverosamente chiesto (e ottenuto) un incontro all’Anas e poi ha chiesto un altro incontro con il ministro Matteoli”.
“Ha lavorato anche per ampliare il fronte del ‘no’ alle altre istituzioni – sottolinea – e le risposte sono state immediate, sul territorio (basti pensare alla Cna, che ha subito alzato le barricate). Non credo di potermi rimproverare alcunche’, come rappresentante dei cittadini. Io sono per il fare, lascio ad altri la sterile polemica politica (che fino ad oggi non ha portato assolutamente a nulla) e gli attacchi strumentali che non aiuteranno certo gli automobilisti a non pagare il pedaggio. Ribadisco, per chi non lo avesse capito, che l’Anas ha detto chiaramente che il declassamento sarebbe un clamoroso buco nell’acqua. Come dire, una strada inutile da percorrere. Continuo e continuiamo a chiedere lo stralcio dell’asse attrezzato dalle strade da sottoporre a pedaggio o l’introduzione di agevolazioni per chi percorre questa arteria”.
“Sempre per chi non lo sapesse – conclude – il ministro Matteoli sta lavorando su una nuova versione del decreto sui pedaggi e mi auguro di poterne parlare quanto prima direttamente con lui. Concludo lanciando un nuovo appello a chi volesse davvero schierarsi contro il pedaggio, senza pagliacciate in strada o improbabili mobilitazioni di massa che servono solo per inasprire gli animi dei cittadini contro la politica”.






