L’AQUILA – Ben 528 anni di storia delle confraternite religiose nel territorio della frazione aquilana di Paganica, un tempo Comune e a dispetto del suo attuale status divenuta uno dei centri più popolosi del post-terremoto con 15 mila abitanti attualmente stimati.

Un fenomeno, quello delle confraternite, a cui ancora oggi molti giovani sono legati tanto quanto gli anziani che continuano a portare avanti la tradizione.

Un sentito momento di esposizione al pubblico di questi gruppi c’è nella mostra delle reliquie, che si svolge il lunedì di Pasqua, giorno in cui viene celebrato il patrono San Giustino, e anche nella tradizionale processione dei santi del giorno dopo, martedì di Pasqua: una sfilata unica nel suo genere per la contemporanea presenza di molte statue, una “pluralità” sempre difesa dalla comunità rispetto ai precetti della chiesa che vorrebbero, al massimo, una statua per ogni processione.

Per saperne di più AbruzzoWeb propone un testo realizzato da Fernando Rossi, paganichese appassionato di confraternite e di storia del borgo, e pubblicato in una brochure diffusa nelle festività appena concluse.

UN PO’ DI STORIA SULLE ORIGINI

Per tutto il Medioevo le confraternite ebbero uno sviluppo autonomo, senza obblighi ben definiti verso la Chiesa, basato solo su regole che non sempre avevano l’approvazione ecclesiastica.

Gli inconvenienti, a volte gravi, creati dall’imperfetto ordinamento giuridico, richiamarono l’attenzione del Concilio di Trento che se ne occupò nella XXII Sessione, nel settembre 1562, e prescrisse l’approvazione del Vescovo per la fondazione delle confraternite.

Uno degli scopi della Riforma Cattolica era quello di dare ai Vescovi l’effettivo governo della Diocesi, garantendo loro i mezzi per poterlo esercitare in modo concreto. L’erezione di associazioni di fedeli senza l’approvazione ecclesiastica portava a errori di interpretazione dei dettami spirituali della Chiesa e ne indeboliva la coesione.

Da allora il controllo del clero sulle confraternite fu assai più attivo e crebbe dopo le norme emanate, nel 1604, da Clemente VIII circa la loro erezione.

Nell’Italia meridionale, nel secolo XVIII, sotto l’influsso della politica riformista dei Borboni, le confraternite subirono trasformazioni verso un carattere più secolarizzato e più amministrativo, sanzionato dai Regi Assensi.

Con le vicende del periodo napoleonico nel Regno delle due Sicilie (1806-1814) molte confraternite vennero soppresse o costrette dall’evolvere degli eventi a ridurre notevolmente le relative attività proprie, ma il loro declino era ormai segnato nelle varie regioni d’Italia.

LE CONFRATERNITE A PAGANICA

La Confraternita più antica è quella di Santa Croce, citata dall’Antinori in un documento del 1488, ed era eretta nell’omonima chiesa che si trovava nel Rione La Fara (attuale piazza della Concezione).

Questa Confraternita viene citata in molti atti notarili da inizio 1600 al 1771. Altra Confraternita è quella della Società della Morte e Orazione, eretta nella Chiesa di San Giustino, citata sempre dall’Antinori in una Bolla del 1579 di Papa Gregorio XIII (1572-1585), con la quale si “concedeva l’indulgenza Plenaria a Confrati della Morte, e a chiunque visitasse questa Chiesa nella Festa della Trinità” (Si festeggia l’8ª domenica dopo Pasqua, successiva a quella della Pentecoste).

Anche questa Confraternita è presente in molti atti notarili da inizio 1600 al 1776. Nella Chiesa Matrice di Santa Maria Assunta si trovavano erette due Confraternite; una sotto il nome del Santissimo Sacramento, la più ricca come beni, che di norma pervenivano da donazioni testamentarie (anche questa trovata attiva da inizio 1600 al 1791), l’altra sotto il nome di Società del Santissimo Suffragio, attiva sempre da inizio 1600 fino al 1795; solo nel 1762 è stata trovata una Confraternita sotto il nome di San Carlo eretta dentro la Chiesa di Santa Maria al Presepe, i cui procuratori erano Giustino Iannacci e Antonio Cascio.

Nel 1758 la Confraternita di Santa Croce cambia il proprio nome in Congregazione della Beatissima Vergine sotto il titolo della Concezione, anche se nei documenti, risiedendo ancora nella Chiesa di Santa Croce, continuava a essere nominata con il nome di Santa Croce.

A inizio 1759, congregatisi tutti i Fratelli, fu stilato il Regolamento per il buon andamento della Confraternita: “…Costituzione, ed ordine che dovrà tenersi da qualunque fratello che sarà annoverato e scritto tra figli della Beatissima Vergine sotto il titolo della Santissima Concezione…”.

Il 10 dicembre 1759 ne fu richiesto il Regio Assenso e il 4 Febbraio 1760 il Regio Cappellano approvava il Regolamento e “son di voto che V. Maestà può degnarsi concedere su dette regole il suo Reale assenso e beneplacito con farle spedire Privilegio in forma Regalis Camere Sancta Clare”.

Regalis Camera S. Clare providet decernit, atoque mandat qd espediatuv Priv. In forma Regalis Assensus servata forma rep.te relationis.

Roesuum Dan.ga P. Castagnola Fra Gianni

Il 30 aprile 1760 anche S. M. Ferdinando IV dava il suo Regio Assenso:

V.M. concede il suo Real Assenso alla preinserta Capitolazione fatta per il Priore, Officiali, e fratelli della Congregazione della Beatissima Vergine sotto il titolo della Santissima Concezione della Terra di Paganica in Provincia d’Abruzzo Ultra, circa il buon governo di detta Congregazione, e modo di eliggere gli Officiali, la Recezione de’ fratelli e godimento de’ suffragi in tempo della di loro morte coll’inserta forma della Relazione del Reverendo Regio Cappellano maggiore, e servata la forma di quella.

Essendo in quel periodo quasi cadente la Chiesa di Santa Croce, la Congregazione della Concezione richiese all’Università di Paganica l’utilizzo della Chiesa di San Giovanni Battista e relativo Hospitale (attuale chiesa della Concezione). (Da un atto notarile del 26 aprile 1771)

Della Confraternita sotto il nome di “Santissimo Nome di Maria”, eretta nella Chiesa di Santa Maria degli Angeli, non è stato trovato nessun documento che ne attestasse l’esistenza fino al 1786, anno in cui fu richiesto il Regio Assenso “..msopra le regole, che toccano il buon Governo, e la retta Amministrazione della medesima Congregazione”.

Regio Assenso concesso il 24 febbraio 1786

V. M. Concede il suo Real Assenso alla preinserta Capitolazione fatta dal Superiore, e Fratelli della Venerabile Congregazione del SS.mo Nome di Maria, eretta nella Chiesa di Santa Maria degli Angeli della Terra di Paganica, circa il buon Governo di detta Congregazione, il modo di eliggere gli Officiali, la ricezione de’ Fratelli, e godimento de’ suffragi in tempo delle di loro morti, coll’inserta forma della Prelazione del Reverendo Regio Cappellano Maggiore, e servata la forma di quella della Regia Camera di Santa Clara.

Con l’occupazione francese del Regno delle due Sicilie, le Confraternite del Santissimo Sacramento, Società del Santissimo Suffragio e Società della Morte ed Orazione, essendo prive di Regio Assenso, furono sciolte e i loro beni dati in dotazione alla Commissione Amministrativa dei Luoghi Pii.

Fra le attività delle Confraternite, oltre a quella di accompagnare i confratelli e loro famigliari, passati a “miglior vita” nel loro ultimo viaggio terreno, e la partecipazione alle processioni, unitamente si impegnavano per l’esposizione delle Reliquie dei Santi, che a differenza di oggi, si tenevano due volte l’anno e precisamente “nel giorno terzo dopo la Pasqua di Resurrezione del Signore, e nella festa di tutt’i Santi”.

Almeno fino al 1863, l’Ostensione delle Sacre Reliquie non avveniva dalla Balaustra in ferro della Chiesa Matrice (per il semplice motivo che ancora non esisteva), fu su iniziativa di alcuni cittadini, promotori di una raccolta di fondi, che fu incaricato un fabbro di Aquila per la sua realizzazione, la sua ultimazione avvenne il 14 marzo 1864, e da fine aprile dello stesso anno e fino a oggi, nonostante le ferite del sisma del 6 aprile 2009, fa ancora bella mostra di sé.