L’AQUILA – “Se un numero nutrito di operatori sanitari, molti dei quali aquilani, che hanno un legame particolare con il territorio con l’ospedale, hanno manifestato un disagio, è evidente che questo disagio vada ascoltato e affrontato”.

Il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, di Fratelli d’Italia, prende posizione sul crescente malessere del personale medico e infermieristico della Asl provinciale, esploso in una quasi rivolta  all’ospedale San Salvatore, dove i primari hanno inviato una dura e circostanziata lettera al direttore generale, nominato in quota Lega, Ferdinando Romano, in cui hanno denunciato la carenza cronica di personale, la mancanza di farmaci e materiali, turni massacranti e anche la stessa mobilità passiva in aumento.

Criticità ribadite nell’incontro del 31 ottobre, con l’assessore regionale Nicoletta Verì, della Lega, e il direttore il direttore dell’Agenzia sanitaria regionale, Pierluigi Cosenza, tecnico anche lui in quota Lega, già primario del reparto degenza breve del San Salvatore, che hanno assicurato che la Regione sta mettendo in campo tutte le misure necessarie.

Il primo cittadino del capoluogo è anche presidente del Comitato ristretto dei sindaci della provincia dell’Aquila e già ad agosto aveva chiesto un piano di assunzioni triennale che consenta alla Asl n. 1 Avezzano – Sulmona – L’Aquila di adeguare la dotazione organica di personale di tutti i presidi ospedalieri della provincia entro il 2024.

“Ho sentito il direttore generale – rivela Biondi -, come faccio del resto con una certa frequenza, rispetto a quello che è stato manifestato dai sanitari, e ho anche incontrato  il gruppo di primari che ha ha evidenziato i problemi in campo. E’ intanto importante incrementare i canali di comunicazione, così come garantito dal direttore generale, che non vuole certo tagliare con l’accetta e trasversalmente le risorse dell’ospedale. Gli operatori sanitari devono però tenere conto del fatto che bisogna spendere, ma spendere bene e fare, come diceva Mario Draghi,  deficit buono, in modo tale che gli investimenti non generino passività a fondo perduto”.

Allargando lo sguardo Biondi afferma che “purtroppo le dinamiche della sanità non si gestiscono in tempi brevi, le politiche nazionali di questi anni hanno indebolito in comparto, con tagli e contingentamento delle spese, riduzioni delle  borse di studio per le scuole di specializzazione ed ora la sanità è fragile,  e la prova del covid lo ha ancor di più manifestato”.

Ricorda poi che la sanità regionale è stata nel 2016 commissariata, “quindi soggetta al piano di rientro e questo ha comportato per esempio il blocco del turnover al 20% e quindi ogni 5 pensionati se ne poteva assumere uno soltanto”.

Sull’operato di Ferdinando Romano, premesso questo, Biondi afferma: “la riqualificazione dell’Asl che lui ha annunciato  deve comportare da un lato l’individuazione dei centri di costo superfluo e quindi una razionalizzazione delle spese, dall’altro l’avvio di una massiccia campagna di reclutamento del personale, portando ad esito i concorsi già banditi, a cominciare da quelli per i primari dei reparti, visto che quelli non facenti funzioni sono davvero pochi. Quindi solamente a valle di questa attività si potrà dare un giudizio complessivo”.