L’AQUILA – Un centro di ricerca di diagnostica molecolare e terapie avanzate che punta a diventare uno dei fiori all’occhiello dell’Università e dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila.

È il dono della fondazione canadese Abruzzo earthquake relief fund (Aerf), composta da italiani emigrati oltreoceano e del governo dello stato canadese dell’Ontario che hanno raccolto 1,5 milioni di euro, interamente devoluti per comprare le sofisticate attrezzature.

”Volevamo aiutare gli aquilani e l’università e siamo orgogliosi di aver fatto tanto per i nostri paesani. Io sono nato a Pratola Peligna e me ne sono andato nel 1951, ma questa è anche la mia terra – ha detto Consiglio Di Nino, ex senatore canadese e componente dell’associazione – Abbiamo raccolto 2 milioni di dollari e abbiamo fatto un patto con l’ateneo per creare questo centro molecolare di eccellenza”.

Un centro di ricerca che offrirà servizi diagnostici per i pazienti con l’obiettivo di diventare polo innovativo per lo sviluppo di nuovi approcci terapeutici che “potranno diventare diventare di grande utilità per i pazienti del San Salvatore, ma anche dell’intera regione”, ha spiegato il dottor Rodolfo ippoliti, responsabile dell organizzazione tecnico scientifica del laboratorio.

“Abbiamo attrezzature importanti che saranno un gioiello per l’università del capoluogo e per l’intero territorio abruzzese – ha sottolineato – non è facile trovare una dotazione così completa in altri centri. Si potranno fare analisi di tipo diagnostico ad altissimo livello, perché queste sono strumentazioni che non rientrano nella normale routine diagnostica”. 

In riferimento ai tipi di ricerche che verranno condotte nel centro, Ippoliti sottolinea l’importanza dei “nuovi approcci terapetuici e lo sviluppo di nuovi farmaci innovativi che potranno, in futuro, sostituire gli attuali, migliorandone caratteritiche e risultati”.

Sarà possibile, inoltre, una diagnostica di tipo genetico che andrà a studiare “i geni marcatori di alcune patologie – ha detto ancora – attraverso l’analisi di campioni biologici possiamo vedere se vi è contenuta l’espressione di quel gene caratteristico di un cero tipo di malattia”.

Tra le strumentazioni d’eccellenza del centro il Citriflorimetro a flusso che servirà ad analizzare le popolazioni cellulari per la diagnostica di tipo ematologico, quindi per le leucemie.

“Con lo spettrometro di massa, invece, si potranno fare analisi chimiche e vedere che fine fa un farmaco, una volta assunto da un paziente per verificare se può o meno produrre sostanze tossiche”, ha concluso Ippoliti.