L’AQUILA – “Un importante studio dimostra che ogni euro investito in cultura produce come ricaduta sul territorio almeno quattro euro. Ed è questa la ragione per la quale abbiamo investito tanti milioni di euro in questi anni, ideato grandi eventi che hanno poi portato enormi benefici in termini economici, di posti di lavoro, di promozione e di sviluppo turistico su tutto il territorio regionale”.
Parte da questa premessa, nell’intervista ad Abruzzoweb, l’assessore regionale con delega alla Cultura Roberto Santangelo, di Forza Italia, di cui è vice segretario regionale, nonché presidente del Consiglio comunale dell’Aquila.
Tra gli eventi che Santangelo cita per primi, introdotti già dalla precedente legislatura di Marco Marsilio di FdI, quando Santangelo era vicepresidente del Consiglio regionale, il Festival Dannunziano, la Notte dei Serpenti, in prima serata Rai, come sulla Rai è andata anche la Perdonanza Celestiniana, nell’anno dell’Aquila Capitale italiana della Cultura.
Prosegue Santangelo: “C’è anche un’altra importante novità: per la prima volta dopo diciassette anni l’Abruzzo sarà al Salone del Libro di Torino, dove per troppo tempo è stato colpevolmente assente. È invece un evento centrale dove gli editori, scrittori, operatori culturali hanno modo di confrontarsi. Riteniamo, al di là del Salone, fondamentale incentivare la lettura soprattutto tra i nostri giovani. Abbiamo finanziato i contributi per le residenze d’artista, per attrarre nei nostri territori capitale umano che genera, che produce cultura”.
A proposito di vil denaro: “Come mai accaduto prima, abbiamo finanziato con oltre tre milioni di euro il Fondo unico regionale della cultura, il cosiddetto Furc, che fa il paio con la misura nazionale dell’ex Fus, un fondo ministeriale riconosciuto dal governo nazionale dove la Regione Abruzzo deve partecipare con una quota che noi superiamo abbondantemente. Ai primi di ottobre uscirà poi l’avviso per quanto riguarda gli eventi legati al finanziamento della legge 55 della Giunta regionale. Questo significa che avranno un adeguato sostegno le tante istituzioni e gli enti culturali del territorio, saranno garantite risorse per stagioni teatrali, concertistiche, festival e manifestazioni grandi e piccole, in tutto l’Abruzzo”.
Andando oltre, Santangelo ricorda anche il sostegno “ai festival letterari come quello dedicato a Benedetto Croce a Pescasseroli e a Ennio Flaiano a Pescara, che si affiancano all’operazione culturale che ha amplificato e attualizzato la conoscenza di un grande poeta come D’Annunzio”.
Tra le iniziative poi fortemente volute da Santangelo, le leggi regionali volte a valorizzare il patrimonio medievale abruzzese e la transumanza, dichiarata patrimonio dell’Unesco.
“Parliamo di due elementi che sostanziano l’identità abruzzese, il suo paesaggio, la sua storia. Il tratturo L’Aquila-Foggia è il più importante della rete che portava le greggi sul Tavoliere dalle montagne del Centro-Sud. E dunque era doveroso proporre una serie di eventi per favorirne la conoscenza”.
Altro must nelle politiche culturali di Santangelo e della Regione, anch’esso destinatario di una legge ad hoc, il Festival dei Popoli Europei.
“Un’iniziativa vista inizialmente con curiosità, che quest’anno ha vissuto la sua definitiva consacrazione con 5mila persone nell’area archeologica di Peltuinum, con l’esibizione di Benji & Fede, Serena Brancale e Molella, pensata per attrarre i giovani, parlando il loro linguaggio per favorire la conoscenza di luoghi meravigliosi e la loro storia millenaria”.
A proposito di fondi per la cultura, Santangelo prende di petto infine la vexata quaestio, al centro di tanti scontri al calor bianco in Consiglio regionale, sui cosiddetti “fondi a pioggia” decisi a favore di associazioni culturali, sportive, di protezione civile, istituti religiosi, piccoli eventi e lavori pubblici nei Comuni, ma questo è il tema, a discrezione di consiglieri di maggioranza e assessori, e con quote minori anche da parte dei consiglieri di opposizione.
“Anche qui andrebbe aperta una riflessione: perché il sostegno a tante piccole realtà va garantito, non avendo accesso a fondi se non attraverso una misura di legge, le loro attività sono generalmente preziose per i singoli territori, anch’esse hanno ricadute. Certo, andrebbe valutata meglio, in certi casi, la qualità di quello che viene finanziato, ma la modalità di erogazione non è da bocciare, tenuto conto che il Consiglio regionale è sovrano, i consiglieri non fanno nulla al di fuori del perimetro della regolarità quando decidono di dare sostegno alle tante piccole associazioni territoriali. L’Abruzzo non è certo l’unica Regione che lo fa. Ripeto, l’importante è puntare sulla qualità degli eventi che vengono finanziati, e non a scatola chiusa






