L’AQUILA – Dal 1915 alla fine degli anni ’90, la cittadella di Collemaggio, all’Aquila, a pochi passi dalla Basilica della Porta Santa voluta da Celestino V, è stata un luogo di segregazione e dolore, un manicomio grande 19 ettari sul colle dove prima sorgevano vigneti. Poi la legge Basaglia ne ha decretato la chiusura: quasi tutti i trenta padiglioni sono rimasti vuoti e nel degrado, e a peggiorare le cose è arrivato il terremoto del 2009.

A quarant’anni di distanza, qualcosa di concreto si sta finalmente muovendo per riportare a una seconda vita questo enorme patrimonio edilizio, in un’area strategica del capoluogo, di proprietà della Asl provinciale dell’Aquila, guidata da settembre 2025 dal dg Paolo Costanzi.

Opportuno, dunque, fare il punto su quello che già c’è, quello che ci sarà, in fase di cantiere e di progetto, con i soldi in cassa, e quello che, infine, si intende realizzare ottenuti i fondi. Utilizzando come guida, per orientarsi meglio nella localizzazione dei singoli edifici, la mappa pubblicata qui di seguito.

Intanto, partiamo dagli edifici già occupati, operativi e in funzione, come il B37, che ospita il Canile Sanitario, il B28, dove c’è il Centro autismo Casa di Michele, e, da ultimo, l’edificio B18, alienato dalla Asl all’Agenzia regionale per la protezione ambientale (Arpa), già ristrutturato e che, entro fine ottobre, sarà la nuova sede distrettuale, in un edificio progettato secondo criteri di sostenibilità ed efficienza energetica e destinato a ospitare uffici e laboratori di analisi, per una cinquantina di dipendenti. L’edificio B21 è utilizzato per i locali tecnici della Asl e per l’Unità operativa servizio dipendenze (Ser.D.).

A brevissimo aprirà anche, nell’edificio B20, dopo un’altra alienazione della Asl, una nuova sede del Gran Sasso Science Institute, dopo la già conclusa ristrutturazione con miglioramento sismico.

L’edificio che ospitava l’Accademia dell’Immagine è stato invece recentemente acquisito dal Conservatorio Alfredo Casella e andrà però ristrutturato.

Non si può non citare poi lo spazio sociale Casematte, nel piccolo fabbricato B6, aperto all’indomani del terremoto del 2009, che ha ospitato in questi anni tanti eventi culturali, musicali, artistici e iniziative politiche antagoniste, ma che ora è a rischio, tanto che gli è stata staccata la corrente elettrica.

Guardando al futuro, c’è innanzitutto il progetto lanciato nel 2017 del “Parco della Luna”, inserito nel Masterplan Abruzzo, per la valorizzazione e rifunzionalizzazione di sei fabbricati, con “funzioni culturali, sociali, educative”, tra cui un polo scolastico, un asilo nido e strutture turistico-ricettive.

Il progetto esecutivo è stato approvato dal Comune dell’Aquila a fine 2024, per circa 10 milioni di euro, per la ristrutturazione dei padiglioni B4, B6, B8, B10, B11 e B12.

Passiamo ora, invece, all’opera di riqualificazione di diretta competenza della Asl.

Nell’edificio B2, proprio all’ingresso, sorgerà una portineria, finanziata alla Asl con 500.000 euro ottenuti dalla Regione Abruzzo. Si è nella fase di redazione del progetto esecutivo per la ristrutturazione, unitamente al muro di cinta principale, in base alle prescrizioni della Soprintendenza e del Comune dell’Aquila.

Importante è poi il progetto che riguarda l’edificio B7, dove dovrà tornare la stessa direzione generale della Asl: è in corso la gara d’appalto da 5,4 milioni e si è nella fase dell’esame delle offerte tecniche.

Spostiamoci all’edificio B9: ospiterà gli uffici del Dipartimento prevenzione della Asl. È già stato ottenuto un finanziamento Cipe per 4,5 milioni di euro; sono stati acquisiti i pareri al progetto esecutivo, che sarà a breve approvato con una delibera.

Ci sono poi gli altri edifici, per i quali si è nella fase iniziale di ricerca dei fondi.

Sono l’edificio B3 e B19, per i quali è stata presentata a primavera scorsa una richiesta all’Ufficio speciale per la ricostruzione dell’Aquila, l’Usra, di finanziamento Cipe, rispettivamente, da 7,5 milioni di euro e 7,2 milioni, con l’intenzione di localizzarci uffici e ambulatori distrettuali della Asl e altre funzioni.

Per l’edificio B23, sempre all’Usra, la Asl ha presentato a inizio giugno una richiesta di finanziamento Cipe per 7,9 milioni, per adibirlo a uso ufficio, eventualmente da concedere in locazione ad altri enti.

Per l’edificio B30, l’ex Villarosa, la richiesta di finanziamento ad aprile è stata di 4,1 milioni, con l’intenzione di localizzarci servizi sociali da definire.

C’è infine la Turris eburnea, la cappella in cemento armato firmata da Augusto Angelini, realizzata a fine anni ’60, anch’essa abbandonata e caduta nell’oblio: all’Usra la Asl ha ripresentato ad aprile la richiesta di finanziamento di 2,4 milioni per la ristrutturazione. f.t.