CHIETI – Sarà forse una riunione decisiva, quella prevista oggi pomeriggio in Regione Abruzzo a Pescara, per mettere finalmente a punto l’accordo sul project fiancing del nuovo ospedale di Chieti.
Ad incontrarsi ancora una volta il responsabile unico del procedimento indicato dalla Regione, Emidio Primavera, assieme al suo staff, e i rappresentanti della Nocivelli e della Maltauro, che hanno presentato il project financing.
Sul tavolo la consistenza economica e i complessi aspetti giuridici della proposta, che ad oggi prevede l’abbattimento e la ricostruzione del vecchio nosocomio, insicuro sismicamente. La nuova struttura, in base al progetto, anch’esso modificato e aggiornato nel corso degli incontri che si susseguiti da alcuni mesi, avrà un costo di realizzazione di 225 milioni di euro, con 500 posti letto, con la garanzia della massima sicurezza e con spazi radicalmente ripensati.
Il privato si rifarà poi dell’investimento, grazie alla gestione per trent’anni di alcuni servizi, come la manutenzione delle opere edili, aree verdi e impianti, e altri eventualmente da determinare.
Trovata la quadra dell’accordo, si potrà mettere un primo punto su un iter che si trascina oramai da quasi quattro anni, con l’eventuale dichiarazione di pubblico interesse da parte della Regione, ovvero con l’ok definitivo al progetto. Ad esso, come prevedono le norme che regolano il project financing, dovrà seguire un bando di gara europeo, in cui i proponenti, ovvero Maltauro e Nocivelli, che avranno solo un diritto di prelazione.
La definizione dell’iter, ha voluto il destino, arriva al suo momento topico proprio nel bel mezzo della campagna elettorale per le politiche del 4 marzo.
Il project sarà, c’è da scommetterci, uno dei temi caldi su cui si contrapporranno il fronte dei favorevoli, il Partito democratico, a cominciare dal presidente della regione Luciano D’Alfonso pressoché certo candidato al parlamento, e il fronte dei contrari, ovvero il centrodestra con in testa il consigliere regionale Mauro Febbo, e il Movimento 5 stelle, che ritengono il project un pessimo affare per la Regione, e vorrebbero un intervento di semplice ristrutturazione dell’esistente, che però, ribatte D’Alfonso, e anche l’assessore regionale alla sanità Silvio Paolucci,sarebbe non solo tecnicamente impraticabile, ma in nessun modo alla portata delle disponibilità economiche della Regione.




