ORTONA – È il giorno del Family day a Ortona (Chieti), dove in Piazza Francesco Paolo Tosti si celebra la famiglia in senso tradizionale.
Ma non mancano le polemiche.
Sinistra Italiana e associazioni per i diritti Lgbt lo ritengono “inaccettabile”, mentre il centrodestra lo difende.
“Dopo gli episodi di omofobia registrati nella nostra regione i mesi scorsi, dopo che Sinistra Italiana dialogando con le associazioni per i diritti Lgbti ha creato un tavolo per una legge contro l’omofobia, un vento di arretratezza si abbatte sul nostro territorio”, dicono gli oppositori.
L’evento prevede una cena a partire dalle 20, poi testimonianze di coppie, canti del rinnovamento e adorazione al crocifisso miracoloso. Parleranno movimenti e associazioni, ed interverrà Mirko De Carli, dirigente nazionale del Popolo della Famiglia, per il quale tuttavia la manifestazione non va confusa con i Family day che ci sono stati a Roma il 20 giugno 2015 ed il 30 gennaio 2016: “È una giornata dedicata al tema della famiglia, voluta da persone vicine al movimento politico del Popolo della Famiglia, che però non organizza direttamente l’appuntamento. Io come dirigente nazionale di questo stesso movimento, sono stato invitato a portare una testimonianza. Ce ne saranno altre, grazie a persone impegnate nella vita pubblica, civile e culturale della città”.
“Non sono coinvolti direttamente movimenti e associazioni ecclesiastiche o la Curia di Ortona – spiega – bensì sono coinvolti soggetti che vivono l’esperienza religiosa, culturale, civile o nel caso mio politico, e che portano la propria testimonianza sul tema della famiglia”.
Nel dibattito interviene anche il capogruppo di Fratelli d’Italia-An al Consiglio comunale: “Ritengo inaccettabili le polemiche sollevate da personaggi appartenenti a forze e associazioni di sinistra, che in queste ore si sono scagliati con violenza contro gli organizzatori del Family Day in programma domani di Ortona”, dice Angelo Di Nardo.
“È una manifestazione assolutamente legittima e alla quale va il nostro pieno supporto, finalizzata a sostenere e riaffermare i valori della famiglia tradizionale – prosegue Di Nardo -. Ognuno ha il diritto di pensare ciò che crede e di amare chi preferisce, ma nessuno può contestare il diritto a manifestare in difesa di un modello di famiglia basato sull’unione tra un padre e una madre. Nonostante queste famiglie siano rappresentative della stragrande maggioranza dei cittadini – continua il consigliere comunale del centrodestra – questo modello è costantemente denigrato e sotto attacco, da parte di chi pretende di farlo apparire come superato e antiquato, penalizzandolo nelle scelte politiche sia a livello locale che a livello nazionale”.
Di Nardo, in conclusione, considera “meritevole e necessario riaffermare i valori alla base del concetto di famiglia tradizionale, lontani anni luce dalle idee di odio, intolleranza e discriminazione”.






