L’AQUILA  – “Un presidente di Regione non può scrivere certe cose sullo sport, forse non ha avuto il tempo necessario per leggere e ha firmato senza rendersi conto. Pensavo fosse una bufala, una fake news. Invece non è così”.

Salta letteralmente dalla sedia l’aquilano Antonio Papponetti, classe 1943, per decenni uno dei dirigenti più importanti del calcio sia abruzzese che nazionale, leggendo alcuni passaggi del “Protocollo di sicurezza per i centri e circoli sportivi” firmato dal presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, per “tenere a bada” il Coronavirus con la fine del lockdown.

Nei passaggi “incriminati” dell’ordinanza entrata in vigore lo scorso 9 giugno – su cui ieri il presidente della Regione Marco Marsilio e l’assessore regionale allo Sport, Guido Liris, hanno tenuto una conferenza stampa per difenderla (‘Per questa ordinanza ci stanno facendo i complimenti da tutta Italia. Tutti vogliono imitarci e il mondo dello sport ci sta incoraggiando’, hanno detto) – commentati duramente, tra gli altri, da Gabriele Gravina, presidente della Federazione italiana gioco calcio e da Massimo Oddo, l’ex campione del mondo con la Nazionale italiana di calcio ed ex allenatore del Pescara, si legge, per quel che riguarda calcio e pallacanestro, che “è vietato sputare o starnutire a terra, bensì sarà possibile farlo in un fazzoletto; è vietato il recupero fisico da seduti o sdraiati nell’area di gioco; è consentito il tocco del pallone con le mani solo ed esclusivamente se muniti di guanti; i portieri potranno toccare il pallone con le mani solo se indossano i guanti che devono essere comunque igienizzati prima e dopo la partita; il pallone potrà essere “recuperato” solo tramite “intercetto” e non tramite il “contrasto”; sono vietate le “scivolate”; è vietata la “marcatura ad uomo”.

“C’è qualcuno che forse ha consigliato male il presidente Marsilio – afferma Antonio Papponetti ad AbruzzoWeb – qualcuno che evidentemente vuole fare il protagonista ma senza conoscere nulla di sport”.

“Con l’emergenza Covid-19, tra sospensioni di competizioni e non solo – continua – sono ‘emersi’ molti nemici dello sport e in particolare del calcio, che è ormai preda di gente che lo odia”.

“Ricordo che alle superiori – prosegue Papponetti –  a Ragioneria, ogni lunedì la professoressa di italiano ‘puntava’ e interrogava noi che la domenica facevamo sport, chi da calciatore, da rugbista o, come me, da giovane arbitro. Sapeva, la professoressa, che avremmo fatto una brutta figura, essendo rientrati molto tardi dalla partita. Ci interrogava consapevole di questo, al contrario dei suoi colleghi che almeno di lunedì ci lasciavano in pace. E lo faceva perché odiava lo sport. A interrogazione andata a male, ‘dedicava’ a ognuno di noi un ‘si vergogni e si cilici!’. Ecco, io oggi vedo tanta gente che come lei ce l’ha a morte con lo sport, che invece è parte integrante della nostra società ma che, purtroppo, nelle scuole non viene più considerato come meriterebbe”.

“Purtroppo, in campo politico vedo tanta improvvisazione – dice ancora l’ex dirigente e arbitro – Nel calcio, ma non solo, c’è chi vuole acquisire un’immagine senza sapere nulla. Spuntano così, all’improvviso, personaggi che nessuno conosce e che improvvisamente diventano noti”.

“Sui protocolli di Marsilio, ribadisco che un presidente di Regione non può scrivere certe cose”, conclude