L’AQUILA – “A Giuseppe. È trascorso un anno da quel giorno e tu, Giuseppe, hai visto ognuno di noi, ogni giorno alle prese con lo stesso dolore, ogni giorno tormentato dai mille perché”.
La famiglia Ioannucci, in un periodo caratterizzato dal lockdown per coronavirus, ha affidato a Fb il loro toccante ricordo del loro caro, il 47enne imprenditore Giuseppe, scomparso prematuramente sul Gran Sasso per un malore il 25 aprile dello scorso anno.
L’indimenticato Giuseppe, appassionato di sport e di montagna, si era sentito male mentre stava tornando a valle con la sua tavola da sci dopo aver rinunciato ad una escursione ad alta quota proprio perché aveva accusato problemi allo stomaco. La sua morte, improvvisa considerando che si trattava di una persona in perfetta salute, ha gettato nella disperazione la famiglia, la compagna Sara e la figlia, la piccola Michelle, la mamma Ivana, ed i fratelli Domenico e Christian e lasciato attonita una intera comunità che aveva apprezzato le doti umane di un uomo molto stimato e conosciuto.
Ecco il messaggio completo che ha destato una nuova ondata di commozione sulla rete.
“A Giuseppe. È trascorso un anno da quel giorno e tu, Giuseppe, hai visto ognuno di noi, ogni giorno alle prese con lo stesso dolore, ogni giorno tormentato dai mille perché, ogni giorno, alla ricerca di un tuo sguardo, ogni giorno, alla ricerca della tua voce, ogni giorno, alla ricerca del tuo sorriso, ogni giorno, a cercare di dare un senso alla giornata, ogni giorno, alla ricerca di quella forza che trasmettevi nel quotidiano, ogni giorno, a provare di fare qualche cosa per ringraziarti, ogni giorno, a pregare per te, ogni giorno, a provare a immaginare a come potevamo essere diversi e a come sarebbero stati diversi i luoghi che amavi: soprattutto Sara, a come sarebbe stato vivo il suo sguardo e vive le sue giornate, soprattutto Michelle a come non sarebbero stati smarriti i suoi occhi e a come non sarebbero stati, ogni sera, alla ricerca di quella stella, soprattutto mamma Ivana a come avrebbe continuato ad essere la leonessa di sempre. Soprattutto tu, Giuseppe, in questi 365 giorni hai visto la tua famiglia ferma a quel giovedì”.
Giuseppe, che curava nei minimi particolari la forma fisica a atletica, è morto prematuramente per un arresto cardiaco.





