PESCARA – In diretta, alle 11.30, la prima riunione operativa dell’Associazione 358 fortemente voluta dal senatore Pd Luciano D’Alfonso, nata al fine di potenziare la ricerca delle prove sul tema degli indagati e fare in modo che la ricerca penale assolva la sua funzione più autentica di limite al potere di punire, emancipandosi da derive giustizialiste e improprie funzioni di esemplarità e di difesa sociale”.
E’ l’obiettivo dell’Associazione 358, presentata stamane e fortemente voluta dal senatore Pd Luciano D’Alfonso, che domani si riunirà domani in collegamento digitale per la prima volta a quattro mesi dalla pubblicazione del suo Manifesto.
Un’associazione, ha spiegato lo stesso D’Alfonso nel corso della presentazione, volta a fare in modo che “anche attraverso la vicinanza della pubblica opinione, si riesca a portare avanti un lavoro equilibrato, non di parte, non segnato da tifoseria, consapevoli che a volte la tifoseria si è impossessata di quella fase iniziale dell’accertamento della verità, in corrispondenza del segmento che si chiama ‘procedimento'”.
“Vorremmo irrobustire ancora di più l’inveramento della cultura delle garanzie proprio nella fase del procedimento, quando cioè c’è il protagonismo delle indagini prliminari, c’è l’attivismo delle aliquote di polizia giudiziaria, quando il pubblico ministero viene circondato dal lavoro delle aliquote di polizia giudiziaria, dalla produzione voluminosa delle carte, di fogli, di relazione, necessitando quasi di aiuto, di un’atmosfera migliorata anche dalla nosta attività. Per fare in modo che ci siano equilirio, misurazione, consapevolezza e discernimento”, ha aggiunto.
Lo stesso nome dell’associazione, non a caso, fa riferimento all’articolo 358 del Codice di procedura penale.
“Si tratta di un articolo salvifico, generatore di garanzie, ma sepolto dalla polvere, dal disinteresse e forse anche dall’antipatia, che consente agli indagati di essere supportati dal lavoro del publico ministero che, in ragione di questo articolo, deve cercare le prove anche in loro favore, con l’obiettivo di creare quelle informazioni volte al giusto processo, alla ponderazione degli interessi, l’equilibrio e l’inveramento della dea bendata”, ha precisato lo stesso D’Alfonso.
Congeniale, al lavoro dell’associazione, il moderno sviluppo della rete e della memoria remota.
“Tutto questo voluminoso elemento cartaceo che si produce proprio nella fase del procedimento rischia, come già avvenuto in passato in Abruzzo, di vedere distrutte storie di vita di persone. Ecco perché vorremmo irrobustire ancora di più l’inveramento della cultura delle garanzie proprio in questa fase, quando cioè c’è il protagonismo delle indagini prliminari, c’è l’attivismo delle aliquote di polizia giudiziaria, quando il pulico ministero viene circondato dal lavoro delle aliquote di polizia giudiziaria, dalla produzione voluminosa delle carte, di fogli, di relazione e che venga quasi aiutato da un’atmosfera migliorata anche dallla nosta attività, fare in modo che ci sia equilirio, misurazione, consapevolezza, discernimento”, ha chiosato D’Alfonso.
Il modulo di adesione all’associazione, che ha raccolto il favore di centinaia di persone tra “studenti di diritto, dottori in legge, docenti, avvocati, ma anche tante persone che solitamente non si occupano d i questione giuridiche, ma che desiderano essere orgogliosi del servizio Giustizia”è stato pubblicato online il 9 ottobre scorso.
Ad aderire, nell ‘arco di pochi minuti, sono stati in 115, mentre altre centiaia di interessati si sono aggiunti nelle settimane successive “segno del grande interesse suscitato dal proposito associativo”.
Domani, alle ore 10 avrà luogo in collegamento digitale la prima riunione.





