L’AQUILA – “Dal 1 al 7 giugno prossimi all’”Emiciclo” ottocentesco, una mostra fotografica, esibizione di vetture “d’antan”, spazi di discussione “tecnicistica” sul “motorsport” aquilano prendendo spunto dal famoso “Circuito di Collemaggio” originato nel secondo dopoguerra, snodo importante di una vicenda sportiva con risvolti sociali per il capoluogo d’Abruzzo”. Lo scrive in una nota il professore e storico aquilano, Enrico Cavalli, che prende spunto dall’evento per ripercorrerre la storia del motorismo aquilano.

“La vicenda motoristica aquilana”, scrive, “risale a fine’800. Primo riferimento è ai “raids” automobilistici per la scoperta degli Abruzzi promossi dalle intellettualità regionali di Ettore Janni e Gabriele D’Annunzio a supporto della “Grande Esposizione Agraria, Industriale, Artistica” dell’Aquila nel 1903. Il macchinismo in città prende il largo ed il pioniere Luigi Ognibene, inaugura il tragitto automobilistico Aquila-Roma il 5 ottobre 1902, più tardi, per le vie del centro storico, uno studente della “Scuola di Arti e Mestieri” fondata all’ex monastero di Santa Lucia daTeofilo Patini, cui gli si intitolerà la “Regia Scuola Industriale” nel 1909, sfreccia su quattro ruote: è Emilio Pensuti-Speranza, figliastro del pittore Carlo Patrignani allievo patiniano e direttore della “S.d’A&M.”. Pensuti Speranza, nella Grande Guerra, aviere “recordman” ed istruttore del romagnolo “asso degli assi” Francesco Baracca, l’amico del mitico Enzo Ferrari. Dopo il 1918, ullo sfondo delle fascinazioni futuriste, ecco il locale “Real Automobil Club D’Italia” a merito dell’albergatore Amedeo Capranica; oltre i centauri Rossi, Falli, Fiamma fautori del “Circuito di Preturo” nel 1924, omologo a quello dell’isola britannica di Man, c’è l’equipaggio aquilano di Leosini, Marinelli e Scipioni, al radio “rally” celebrativo dell’”Ente Italiano Audizioni Radiofoniche”.

“La seconda leva degli assi cittadini del volante,Camerini, Chiodi, Frasca, Zaffiri, ispirati dalla velocità del mantovano Tazio Nuvolari al “Circuito di Santa Maria di Collemaggio” nel 1926, istituiscono col “placet” della podestatura la “Coppa Gran Sasso D’Italia” in competizione all’aprutina targa “M.O Tito Acerbo”. Allo “start up” di questa gara nel 1929, 25 piloti di spicco divisi in classi oltre i 1100 cc., tra cui Gabriele D’Annunzio su “Ansaldo” ed al traguardo giunsero Benigni su “Fiat.”, 509 e la OM., di De Vincentis, invece, il “Vate” fu diciassettesimo, nella delusione degli appassionati che si rifaranno nel 1932, vedendo Piero Taruffi su “Alfa Romeo” disegnata dal “drake” Ferrari, lui ”sicuro” che i tracciati abruzzesi, fossero alla pari di quelli europei; fra l’altro, per le mancate vittorie alla “Coppa Gran Sasso D’Italia”, la Mercedes-Benz chiese alla “Federazione Automobilistica Italiana”, un diverso rapporto fra peso e cilindrata delle vetture”.

“Mentre, Adelchi Serena, “ex” podestà della “Grande Aquila”, in qualità di vicesegretario del “PNF.”, patrocinava a Brescia la “Millemiglia” nel 1936, quella che era la sua versione abruzzese, la “Coppa Gran Sasso D’Italia”, nell’autarchia, cessava per le minori contribuzioni locali e regionali, sebbene, si registrasse nell’Aquilano, la più imponente adunata delle sezioni del “Reale Automobil Club Italiano”. Alla “Liberazione”, il sostegno politico di Emidio Lopardi e Lorenzo Natali, imprenditoriale dei rocchigiani fratelli Cidonio, ridiedero vigore al “Circuito di Collemaggio”, gara del “Gran Turismo” italico, quindi, vetrina di bolidi “Lamborghini”, “Maserati”, “Ferrari” e scuderie straniere, si pensi alla mitica “Lotus”, fino ad inizio anni’60; tali aneliti di riconoscimento nazionale da parte dell’automobilismo aquilano, sotteso ad una sua scuderia con la “Ditta Marotta”, in replica alla scelta delle “FIA.”, per la “Formula 1” nell’ex percorso della “Coppa” acerbiana nel 1957″.

“Col ”boom” economico e motorismo di massa municipale, si ridesta il “Circuito del Castello” e sopito entusiasmo di settore, per le “Cronoscalate” delle Rocche e Popoli, mentre fra gli’80 e’90, ecco gli acuti alla “Parigi-Dakar” dei rallysti Abbandonato, Casciola, Del Cotto, Totani, la “Formula 3” di Gasbarri, il kartodromo di Ricci ad Ocre e motociclismo di Rossi “jr”. Sull’abbrivio del Terzo millennio in rimando alle gesta dei piloti adriatici Liuzzi, Trulli, Iannone, i circoli aquilani vicini alla locale sezione dell’”Automobil Club Italiano” e notabilato collezionista di due/quattro ruote, ripropongono al pubblico con maggiore incisività le corse e circuiti leggendari, che lustro e visibilità davano al Capoluogo d’Abruzzo” conclude Cavalli..