Da domani, 4 gennaio, a partire dalle 18.00 per il primo turno e alle 21.30 per il secondo turno, prenderanno il via a Montorio al Vomano i quarti di finale del Grande Torneo di Stù 2024, dedicato al tradizionale gioco di carte di quel territorio teramano
Sono oltre 430 i qualificati, a fronte di oltre 4500 giocate, che si contenderanno l’accesso alla giornata finale del 5 gennaio in cui si svolgeranno la semifinale e la finale, a partire dalle 20.30, con diretta streaming sull’emittente locale Rete 8.Grandissima soddisfazione da parte di tutta l’associazione il Colle e il Solleone che, proprio quest’anno, taglia il traguardo della quindicesima edizione e invita tutti i cittadini e le cittadine a seguire le fasi finali di questo grande torneo.
Tutti gli appuntamenti conclusivi del torneo si svolgeranno presso il Motel Tittina di Montorio al Vomano, compreso il torneo under 16, rivolto ai più giovani, che avrà luogo la mattina di domenica 5 gennaio a partire dalle ore 10.00.
LO STU’
Di antiche origini, il gioco dello Stù, coinvolge l’intero paese di Montorio al Vomano (Te) nel periodo natalizio in appassionanti tornei e partite, nelle case e nei bar, nelle taverne e nei ristoranti, tra ilarità, goliardia, scherzi e risate, in tavolate numerose e circondate di persone.
Le carte girano e si scambiano, si bloccano o tornano indietro in base alle figure e alle loro concatenazioni. Una smazzata dopo l’altra, i giocatori decrescono fino al duello finale, che decreterà il vincitore del tavolo e della partita.
Il successo di questo gioco, di facile apprendimento, è racchiuso proprio nel riconoscimento dei comportamenti vitali di ognuno, fatti di imprevisti, casualità ma anche di opportunità. La tavolata di giocatori può essere ricondotta alla rappresentazione della società civile, al cui interno è presente tutta l’eterogeneità del genere umano. Ci sono i brutti ceffi, le persone che vivono ai margini della società, rappresentate dalle carte più basse: la Nulla, la Secchia, il Mascherone, il Leone, da cui tutti fuggono. Sono presenti anche le persone facenti parte del ceto medio, riconoscibili nelle carte numerali da I a X, che, se nessuno le disturba, vivono tranquillamente la loro vita nella società civile; nel gioco, se ne starebbero indisturbate in attesa della conclusione della mano, ma, come accade nella realtà di tutti i giorni, possono essere coinvolte in situazioni inaspettate, non volute, e a volte sono costrette a scambiarsi di posto con Nulla, Secchia, Mascherone e Fu.
Tutte le persone presenti nella società (nello STU’ i giocatori) hanno la possibilità di dare una svolta al proprio destino (nel gioco attraverso il passo), a volte con successo (col passo ricevono una carta migliore) altre volte pagando duramente il rischio corso (imbattendosi nei trionfi). Ma, come nella vita, anche lo STU’ offre l’opportunità di ricominciare da capo per raggiungere lo scopo che ciascuno si è posto e che nel gioco è il montepremi finale: attraverso la ricompra e, a fine partita se la fortuna assiste gli esclusi, attraverso il rientro di tutti se “s’argod”, ossia se si verica quella particolare situazione per cui tutti i giocatori precedentemente esclusi hanno la possibilità di rientrare in gioco.
Il gioco dello STU’ è semplice. E’ un gioco ad eliminazione in cui ciascun giocatore versa una posta al piatto e ha l’obiettivo di aggiudicarsi il montepremi formato dalla somma delle poste. Ad ogni giro di carte, il possessore della carta peggiore paga pegno, consegnando al mazziere una delle tre pedine in suo possesso. Chi alla fine del gioco rimane in possesso di almeno una pedina si aggiudica lo STU’.






