MILANO – Un viaggio “proibito” dal costo contenuto, tra i 100 e i 250 euro ciascuno, realizzato con la “complicità” dell’autista corrotto o minacciato.
Una rete di presunti trafficanti di migranti è stata smantellata dalla polizia di Stato e dalla polizia locale di Milano, in collaborazione con la polizia di frontiera di Bardonecchia e Aosta.
Sono sette gli arresti in carcere per favoreggiamento dell’immigrazione illegale eseguiti nelle province di Milano, Brescia, Bergamo, Varese, Monza e Brianza, Novara, Teramo, Aosta e Torino.
Gli indagati, secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbero fornito biglietti con falsi documenti ai migranti per consentire loro di viaggiare.
La stazione di Lampugnano (Milano) era l’importante hub di interscambio per i pullman diretti verso altre destinazioni europee, crocevia di un traffico internazionale di migranti irregolari. Con due figure chiave: i facilitatori che falsificavano i visti per circolare nei 29 Paesi dell’area
Schengen (la zona franca dell’Unione europea) e gli autisti dei bus, che in alcuni casi chiudevano un occhio sul controllo documenti perché corrotti con denaro dai facilitatori e in altri casi resistevano alle offerte ricevendo in cambio intimidazioni e botte.
I migranti erano per lo più provenienti da dalla Sicilia (con partenze dalla Libia e dalla Tunisia) e dalla rotta Calabria (con partenza dalla Turchia). Dal sud Italia risalivano in autobus fino a Milano per poi smistarsi in giro per l’Europa.
Le accuse riguardano fatti accaduti dal 2022 ad oggi, e le indagini sono state svolte dalla polizia locale di Milano e dagli uffici della polizia di Frontiera per i settori di Bardonecchia e Aosta.
Sono stati i controlli e le riammissioni di stranieri irregolari effettuate ai confini italo-francese e italo-svizzero ad aver fatto emergere il fenomeno.
Agli arrestati vengono contestate aggravanti ‘associative’: sia quando l’ingresso illegale ha riguardato cinque o più persone; sia quando il fatto è stato commesso da tre o più persone in concorso.






