ORTONA – “La macchina organizzativa è fluida, perché appena mi sono insediato avevo già predisposto una procedura e un Piano prevedendo una ipotesi di sbarco nel porto di Ortona e quindi quando ci siamo riuniti ieri pomeriggio non abbiamo fatto altro che dover mettere a sistema quello che avevamo già pianificato”.
Lo ha detto all’Ansa il prefetto della provincia di Chieti, Mario Della Cioppa, a proposito dello sbarco atteso per la serata del 24 febbraio nel porto di Ortona di una quarantina di migranti.
“Quando ieri mattina ho ricevuto questa comunicazione dello sbarco a Ortona – ha spiegato – non abbiamo fatto altro che prendere quella procedura che avevo già predisposto, soprattutto con la Capitaneria di porto, e ne abbiamo reso sistema all’interno di un Comitato di ordine e sicurezza pubblica in cui abbiamo affidato a ogni attore ed ente coinvolto i compiti specifici che ognuno porterà avanti nella propria autonomia operativa”.
Della Cioppa, che ha disposto anche il sopralluogo effettuato questa mattina nel porto di Ortona e guidato dal vice prefetto Braga, che in loco coordinerà il sistema di accoglienza, si dice molto soddisfatto “perché ogni ente e ogni attore coinvolto nel sistema di accoglienza ha dato il massimo e soprattutto ha dato la disponibilità che noi ci attendevamo”.
Nel frattempo sta emergendo l’orientamento che i migranti una volta approdati a Ortona restino in Abruzzo, collocati nelle quattro province.
In particolare, la grande maggioranza dei minori resterà in carico ai Cas che sono in provincia di Chieti, e quindi la loro distribuzione sarà a cura della prefettura di Chieti, gli altri migranti saranno distribuiti in base a un principio già a suo tempo stabilito e adottato di comune accordo fra le quattro prefetture abruzzesi, e di cui si fa garante la prefettura capoluogo dell’Aquila.
In provincia di Chieti sono presenti una decina di Cas per un totale di circa 600 posti.






