CELANO – Rinviate a giudizio 29 persone coinvolte nell’inchiesta di Celano (L’Aquila).  Cadute le accuse per altri quattro imputati. Si chiude così la prima fase giudiziaria di un’indagine che il 22 febbraio 2021 portò agli arresti del sindaco di Celano, Settimio Santilli, e dell’ex parlamentare, all’epoca vicesindaco, Filippo Piccone. Lo riporta il Centro.

Ieri pomeriggio, nell’aula del tribunale di Avezzano, il gup ha  disposto il rinvio a giudizio  di Piccone, Santilli e altri 27 con accuse tutte da provare.

Si tratta di Luigi Aratari, Giampiero Attili, Fabrizia Aveani, Nazzareno Caferra, Erica Cerasani, Ezio Ciciotti, Federico D’Aulerio, Daniela Di Censo, Franco Felli, Carmine John Lastella, Giovanni Maceroni, Maria Concetta Marchione, Barbara Marianetti, Goffredo Mascitti, Valeria Pacchiotta e Andrea Pandolfi. E, ancora, Livio Paris, Sante Rossi, Daniela Santilli, Vincenzo Santilli, Valter Angelo Specchio, Claudia Stornelli, Roberto Tonelli e Lucio Zazzara. Sono stati invece prosciolti con formula piena, perché il fatto non sussiste, Selvaggia Iannotti, Fabrizio Confortini, Francesco Stornelli, Leonardo Gatti, Eugenio Russo, Sergio Rossi e l’architetto Luca Piccirillo. Numerosi capi d’imputazione sono caduti – circa un terzo – e quindi si alleggeriscono le accuse per amministratori, dipendenti comunali e professionisti coinvolti. Piccone, che aveva sedici capi d’imputazione, dovrà rispondere di otto.

La metà, alcuni dei quali alla base dell’inchiesta, sono caduti: peculato (sul quale sarebbe stato costruito il “sistema Piccone”), corruzione per induzione indebita (in concorso con Iannotti), turbata libertà di scelta del contraente, falso ideologico in atto pubblico, falso in atto pubblico, turbata libertà del procedimento e turbata libertà degli incanti. Restano in piedi le ipotesi accusatorie per la turbativa d’asta relativa alla riqualificazione dei rioni Muricelle, Stazione, Tribuna e Vaschette (che coinvolgono anche Mascitti e Lastella), la turbativa relativa all’individuazione dei professionisti e il falso relativo a una delibera di giunta per i fondi a una società sportiva. Santilli, invece, non dovrà rispondere di falso in atto pubblico, falso relativo a un verbale di affidamento dei lavori e turbativa d’asta. Tra le ipotesi accusatorie confermate ci sono la falsità ideologica, la turbata libertà degli incanti e del procedimento e il falso per gli atti relativi ai fondi alla società sportiva e a un premio letterario. Specchio ha ancora a suo carico diciotto capi d’imputazione (uno solo è caduto), Paris cinque (uno caduto), Aratari cinque (tre caduti) e Attili cinque (due caduti). Il 19 settembre alle 10.30 ci sarà la prima udienza della fase dibattimentale del processo.