L’AQUILA – “La sentenza è ingiusta e, comunque, ha smentito in larga parte la tesi della procura, almeno nel quantum”.
Così ad AbruzzoWeb l’avvocato Francesco Rosettini, che assiste l’assessore comunale dell’Aquila Fabio Pelini, dopo la condanna di quest’ultimo, assieme ad altri amministratori del capoluogo, al risarcimento di 30 mila euro (su una richiesta dell’accusa di 11 milioni) per i mancati sfratti dei cittadini morosi dagli alloggi antisismici del progetto C.a.s.e. e dei Map, realizzati con fondi pubblici dopo il sisma del 6 aprile 2009.
“La montagna ha partorito un topolino – sbotta Rosettini – come difesa-Pelini non riteniamo giusto com’è stata rintracciata la responsabilità dell’assessore, che non aveva né mai ha avuto la delega alla gestione del patrimonio C.a.s.e. e Map”.
“Inoltre non riteniamo valida la sua posizione, è stato tirato dentro solo per un ragionamento generico che sembra più afferente al ‘nomen’ dell’assessorato che alle reali responsabilità amministrative che andrebbero invece puntualmente rinvenute”, conclude. (alb.or.)



