PESCARA – “Non riconosciamo nelle recenti dichiarazioni dell’assessora regionale alla Salute, Nicoletta Verì, la realtà che incontrano ogni giorno i cittadini ai nostri sportelli. Gli indicatori misurano la quota di prestazioni erogate nei tempi, non l’accesso reale alle cure, e non raccontano chi rinuncia a curarsi”.

Lo afferma, in una nota, Federconsumatori Abruzzo, commentando i dati Agenas sulle liste d’attesa.

L’associazione denuncia che “il Comitato tecnico regionale per le liste di attesa con le associazioni dei consumatori, istituito presso la Giunta regionale – dipartimento Sanità e coordinato da Claudio D’Amario, non viene convocato da oltre due anni”.

L’ultima riunione risale al 4 luglio 2024. “I dati ufficiali dei monitoraggi non corrispondono a quanto vivono gli utenti che cercano di prenotare visite specialistiche o esami diagnostici tramite il Portale regionale o il CUP”, sottolinea Federconsumatori.

Per le prestazioni con priorità P, da garantire entro 120 giorni, l’associazione segnala attese di circa 250 giorni e il caso di “una mammografia bilaterale richiesta a settembre 2026 con appuntamento assegnato al 12 dicembre 2028”.

“Non si tratta di casi sporadici, ma di situazioni che si verificano con regolarità”, aggiunge Federconsumatori, ricordando che nel 2024 il 12,6% degli abruzzesi ha rinunciato alle cure, contro il 9,9% nazionale: circa 160mila persone. L’associazione denuncia inoltre gli aumenti dei ticket per 448 prestazioni specialistiche e diagnostiche e 222 protesi e ausili, con rincari medi del 5,8%, e contesta le cartelle esattoriali inviate dalle Asl dell’Aquila e di Chieti per presunte mancate disdette di prenotazioni, anche risalenti a dieci anni fa.

“Quando i tempi superano quelli della classe di priorità, il cittadino viene troppo spesso lasciato solo a cercare una soluzione”, afferma Federconsumatori, secondo cui, se le prestazioni non possono essere erogate nei tempi previsti, le Asl devono attivare percorsi alternativi senza costi aggiuntivi.

“Il Comitato tecnico regionale per le liste di attesa deve essere riconvocato subito”, conclude l’associazione, che chiede anche tavoli di confronto in ogni Asl e annuncia l’adesione allo sciopero indetto dalla Cgil.