L’AQUILA – Nel 2012 fa un balzo del 30% il lavoro nero in Abruzzo, mentre aumentano le irregolarità scoperte e le multe pagate delle imprese nella ricostruzione.

A renderlo noto il direttore regionale del ministero del Lavoro e delle politiche sociali, Giovanni De Paulis, facendo il punto sull’attività dell’anno passato.

Un’attività che, nonostante il calo del personale negli uffici, ha segnato una “performance nettamente migliore” rispetto al passato, anzi, l’Abruzzo è stata la regione con percentuale più alta di controlli.

I lavoratori totalmente in nero accertati sono stati 1.617 con un aumento del 32% rispetto all’anno precedente.

Sono state invece 259 le aziende sospese perché scoperte con un nero superiore del 20%.

Un fenomeno definito “significativo” è quello sugli appalti e distacchi di manodopera illeciti o fraudolenti, 1.258 casi, “tra i più alti a livello nazionale e il doppio del 2011”.

La riforma del lavoro del ministro Elsa Fornero ha influito sulle tipologie contrattuali, in 1.300 casi gli ispettori hanno riconosciuto l’effettiva natura subordinata di collaborazioni a progetto.

“Il settore dell’edilizia è quello su cui ci siamo impegnati maggiormente, in particolare in provincia dell’Aquila per la ricostruzione – ha detto De Paulis – Ci sono state 900 aziende ispezionate in più con un raddoppio del riscosso da 946 mila a 1,7 milioni di euro per mettere in sicurezza i cantieri e pagare le sanzioni”.

Il direttore ha riscontrato, “nonostante la crisi, violazioni agli orari di lavoro: non ci sono commesse ma si fanno lavorare i dipendenti più di quanto dovrebbero!”. Alberto Orsini