L’AQUILA – Il Coro della Portella dell’Aquila si unisce con profonda commozione al dolore per la scomparsa di Vincenzo Rossi, che per oltre trent’anni ha condiviso la passione per il bel canto.
“Uomo gentile, lavoratore instancabile e padre devoto, ha affrontato con straordinaria serenità e coraggio gli anni più difficili della sua vita, lasciando a tutti noi un esempio di forza e dignità. La sua voce, la sua presenza e il suo spirito resteranno per sempre nei nostri cuori e nei ricordi di chi ha avuto il privilegio di cantare al suo fianco. Un caro abbraccio alla sua famiglia e a quanti gli hanno voluto bene”.
Scrive il suo amico Goffredo Palmerini, giornalista.
“Vincenzo Rossi, nel giorno dell’Assunzione di Maria, ci ha lasciato per raggiungere le altezze dei Cieli. Voglio esprimere a lui, che resta nei nostri cuori, e alla sua bella famiglia, sentimenti di affettuosa vicinanza e di comunione nel dolore per la sua perdita.
Soprattutto, però, voglio esprimere un pensiero di sincera gratitudine a Vincenzino per quanto egli ha dato a piene mani alla nostra comunità, con la sua generosità, la sua passione e il suo amore per Paganica.
Vincenzino lascia un’impronta profonda nella nostra memoria, che gli anni della sua malattia non hanno attenuato, anzi hanno rafforzato perché più ne abbiamo avvertito la mancanza. Ci tornano alla mente il suo servizio nell’Azienda municipalizzata trasporti come autista e la sua spiccata gentilezza con i viaggiatori, il suo assiduo servizio in Parrocchia, il suo servizio con il Gruppo Alpini di Paganica, finché ha potuto, quando si facevano viaggi per visite ad altri gruppi, manifestazioni e adunate locali o nazionali.
Voglio anche richiamare il suo “talento” musicale, espresso per moltissimi anni come componente della Banda di Paganica e come provetto cantore nel Coro della Portella, laddove portava non solo la sua bella voce ma anche la sua festosità e l’impareggiabile ironia. Vincenzino è stato compagno ideale negli ambienti sociali che ha frequentato, recando festa, ilarità e armonia, insieme ad un senso di fraternità che egli sapeva così bene seminare ovunque. Una bella Persona, il caro Vincenzino, che alla simpatia sapeva associare la profondità delle sue riflessioni, specie quando le trasponeva in versi poetici, avendo egli anche il dono della Poesia.
Grazie di cuore, caro Vincenzino, per quanto hai donato a Paganica, per il buon esempio che ci lasci, per la testimonianza di vita dedicata al servizio verso gli altri, per l’attenzione che hai sempre riservato al prossimo. Lasci un patrimonio morale di cui la tua famiglia può andare orgogliosa, lasci un esempio di dedizione e di amore per la comunità che resta intatto anche se la malattia degli ultimi anni ti ha sottratto all’impegno attivo, ma non alla passione del pensiero affettuoso verso Paganica. Lasci soprattutto un ricordo della bellezza della tua Persona, ovunque tu abbia operato. Sono certo che la Fede forte e autentica che ha sempre accompagnato la tua vita ti stia portando ora, in compagnia di Maria SS.ma Assunta in Cielo, tra le braccia misericordiose del Signore. A Dio,




