L’AQUILA – All’Aquila prendere un autobus è ormai una impresa.

Specie per chi vive in periferia, o semplicemente sceglie (o è costretto) a muoversi senza automobile, c’è la consapevolezza che affidarsi al trasporto pubblico equivale spesso a una scommessa persa in partenza.

Il trasporto pubblico a L’Aquila è gestito da Ama spa, società detenuta al 100% dal Comune e di cui è amministratore unico dal 2021 Augusto Equizi, dottore commercialista ed ex capitano dell’Esercito.

“Non è possibile che un autobus previsto a un orario preciso passi anche solo due minuti prima – sbotta un utente ad AbrozzoWeb.it -. Mi è capitato vederlo sfrecciare quasi senza fermarsi, mentre io corro verso la fermata e poi mi tocca aspettare un’ora per il prossimo, se c’è”.

Il problema non è solo l’anticipo: diversi autobus semplicemente “non passano”.

“Senza un mezzo proprio, purtroppo, all’Aquila non si può vivere, perché è una una città che ti taglia fuori”.

Con l’arrivo dell’estate, poi, la situazione precipita ulteriormente: tra scuole chiuse e università quasi deserta, molte linee vengono sospese o ridotte drasticamente, spesso senza preavviso né alternative.

“Un autista mi ha detto candidamente: ‘Questa corsa torna a settembre’. E io che faccio, metto in pausa il lavoro fino a dopo l’estate?”, si chiede ironicamente un’altra utente.

La manutenzione dei mezzi, inoltre, “lascia a desiderare: “Aria condizionata rotta, sedili sporchi, autobus vecchi. E paghiamo un abbonamento per cosa? Per sentirci dire che dobbiamo arrangiarci?”, lamenta un pensionato.

Le proteste, però, sembrano cadere nel vuoto.

“È come parlare con un muro. Tutti si lamentano, ma nessuno ci ascolta. Le istituzioni sembrano vivere in un’altra città – conclude amaramente una donna che si occupa della anziana madre -. Ogni giorno so che ci tocca lottare per poter usufruire di un servizio pubblico. Che evidentemente non è all’altezza di un capoluogo di regione”.