L’AQUILA – Uno smile capovolto e “ora sappiamo dove non andare mai a cena”.

Fa discutere il post pubblicato sulla pagina Facebook del circolo aquilano di Sinistra italiana che, ieri pomeriggio, ha condiviso la locandina della cena sociale che si svolgerà il prossimo 6 maggio, alla presenza di Caio Mussolini, pronipote del Duce, candidato di Fratelli d’Italia alle europee.

L’evento si terrà nel ristorante Parkeller di Collebrincioni, di cui è proprietario Daniele D’Angelo, capogruppo al Consiglio comunale dell’Aquila di Benvenuto Presente. In molti vi hanno letto un invito non troppo velato a non frequentare il ristorante e sui social ne è nato un caso. 

Dopo le polemiche scaturite a seguito della pubblicazione del post, ritenuto lesivo per un’attività di ristorazione, il circolo aquilano ha cercato di precisare che “il problema non sono le attività commerciali, il problema è il fascismo e il fatto che consiglieri comunali che hanno giurato sulla Costituzione, sindaco compreso, continuino a infangarla. Il problema di Caio Mussolini non è il cognome, ma è la nostalgia politica che ha per il bisnonno e il valore storico che attribuisce a quel criminale”.

Non si è fatta attendere la replica di D’Angelo che, in una nota inviata alle redazioni giornalistiche, chiama in causa sia Sinistra italiana che Globuli Rossi, che ha rilanciato il post.

“Vorrei dire loro che innanzitutto sono un esponente apicale di Fratelli D’Italia e quindi partecipo attivamente alla campagna elettorale del mio partito, come del resto fanno loro per i loro movimenti di riferimento e i loro candidati. Per quanto riguarda il Daniele D’Angelo ristoratore, se ricevo una prenotazione non faccio distinzioni i clienti sono clienti al di là del loro pensiero politico”. 

“Il mio locale – aggiunge – è frequentato spesso da persone di sinistra, con le quali mi piace parlare e scambiare opinioni che spesso combaciano poiché gli sforzi delle persone intelligenti sono volti a migliorare la società e il confronto leale tra pensieri diversi porta sempre a qualcosa di utile e positivo.  Aggiungo che se dobbiamo essere giudicati per ciò che ha fatto il nostro bisnonno, forse porteremo tutti delle negative quanto inutili etichette, sia per le condizioni di vita dell’epoca sia per il periodo storico di riferimento”. 

“Se poi il loro scopo era quello di farmi pubblicità, ci sono riusciti e li ringrazio. Io penso a lavorare nei campi che ho scelto e invito anche loro ad aprire attività sul nostro territorio in modo da creare lavoro. Io stesso sarò un loro cliente anche se non la penso politicamente allo stesso modo”, conclude D’Angelo.