L’AQUILA – “In ritardo di 3 anni per la solita burocrazia potrebbero esserci assegnati altri 150 appartamenti su un investimento del fondo etico da 20 milioni di euro”.
Lo annuncia ai microfoni di AbruzzoWeb il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, all’indomani di un incontro avuto a Roma per replicare un’operazione immobiliare già sperimentata in passato, “senza quegli alloggi non so come avremmo fatto”, dice lui, anche se ha fatto molto discutere.
Il meccanismo è lo stesso del Fondo immobiliare Aq di Antonio Napoleone, ingegnere pescarese a capo della società Europa Risorse: grandi capitali acquistano alloggi e li affittano al Comune a un canone concordato e calmierato, con l’amministrazione che può assegnarli a chi ritiene.
Cialente ha già individuato alcune categorie: “Quelli che abitano in case classificate A o B con agibilità parziale all’interno degli allegati e dovranno lasciarle per l’inizio dei lavori; quelli a cui stiamo togliendo via via il Cas; infine il principe di tutti i problemi, agli studenti dell’Università”.
La prima ondata ha portato all’acquisto di 320 appartamenti, anche se la soglia fissata era di 500, con un meccanismo che, negli anni scorsi, ha sollevato polemiche e inchieste giornalistiche con l’accusa di speculazione e sciacallaggio, cui ha risposto lo stesso Napoleone.
Alla fine i sospetti non sono stati fugati ma non hanno avuto neanche seguito.
L’obiettivo del primo cittadino è “un’offerta di 1.000 letti pubblici nel giro di 2 anni, potremmo calmierare i prezzi e potremo fare una grande città universitaria”.
A proposito di Ateneo, Cialente è rimasto fin qui zitto sulla vicenda del numero chiuso decretato per alcuni corsi di laurea.
“Non sto commentando perché voglio prima capire che cosa è successo, chiederò un incontro al rettore, al Senato accademico, ai direttori dei dipartimenti, alle componenti accademiche come le organizzazioni studentesche – svela – Arriveremo a un Consiglio comunale aperto perché oggi non esiste la città senza l’Università, ma è vero anche il contrario”.
“Offro tutto il peso politico che posso avere a Roma, se ci fanno ripagare le tasse ci dovranno essere una serie di meccanismi per rendere competitiva l’Università perché in questo momento anche con buone facoltà per L’Aquila essere attraente è dura”, conclude.






