L’AQUILA – “I contenitori per la raccolta differenziata adibiti solo al nostro condominio, composto da 20 persone, vengono utilizzati dai furbi di turno, e quindi illegalmente da altri 50 famiglie che non ne hanno diritto. Quindi noi che ne abbiamo diritto ci prenderemo una multa per i maleducati che buttano l’immondizia nei cassonetti non di loro pertinenza?”.

Ha aperto il dibattito sulla raccolta differenziata all’Aquila e sulle multe per chi sgarra, l’articolo di AbruzzoWeb che è stato subito arricchito da decine di commenti.

Tra questi spunta anche un caso dalla difficile risoluzione: quello di Alessandro Tomassoni, che vive insieme ad altri 20 condomini e si trova, suo malgrado, a dover spartire i cassonetti con gli inquilini di un’altra palazzina e gli operai di un cantiere edile. Nonostante questi ultimi ne abbiano di loro, ma posizionati troppo lontani.

“Via Monte Matese, parallela di viale Aldo Moro, cassonetti messi all’interno del piazzale dove non dovrebbero avere accesso né le macchine né gli stessi operatori ecologici per la differenziata – racconta – I secchi sono costantemente intasati perché utilizzati dai condomini del palazzo di fronte che per comodità non utilizzano i loro, posizionati troppo lontano nei pressi dei loro garage. Gli stessi secchi vengono utilizzati anche dalle maestranze di operai di un ulteriore palazzo in rifacimento antistante il piazzale stesso”.

In risposta a questo commento interviene sempre su AbruzzoWeb proprio il presidente della società che ha dato i cassonetti e cura la raccolta differenziata, Luigi Fabiani dell’Asm, prospettando le sue soluzioni di difficile realizzazione. Motivo per cui l’unico rimedio è “Civiltà, educazione e, se serve, sanzioni”.

“Il caso è stato sottoposto al direttore e a me – spiega Fabiani – Le soluzioni potrebbero essere: buste personalizzate con codice a barre, ma avrebbero un costo e una gestione poco snella; intervento dell’amministratore di condominio, responsabile del contratto di comodato, chiedendo innanzitutto il suo controllo e la sua eventuale denuncia di irregolarità; piantonare i bidoni con nostri addetti ma il giorno in cui non piantonassero, si riavrebbe di nuovo il problema”.

“La mia esperienza di via Monte Matese è davvero sgradevole, occorre il riposizionamento dei bidoni nella nostra area di pertinenza del palazzo ma dal lato della Carispaq, dove gli operatori ‘opererebbero’ meglio con i propri mezzi e i condomini degli altri palazzi ‘intrusi’ desisterebbero dall’arrivare fino ai bidoni altrui e utilizzare (finalmente) i propri”, conclude la discussione Tomassoni.

Non mancano altri commenti sul fenomeno. “Segnalazione dai progetti C.a.s.e. – scrive allarmata Maria Teresa Mosca – c’è chi per pigrizia deposita immondizia presso i bidoni della piastra più vicina al proprio ingresso e non sotto la propria! Luigi Fabiani prenda atto del problema grazie!”.

“I bidoni della raccolta differenziata sono sul suolo pubblico, può benissimo passare un cittadino qualunque buttare per esempio l’umido nel bidone della carta; in casi come questo come si fa a multare il condominio che non ha colpe? – sbotta Mario Corrente – O forse il condominio deve assumere un guardiano ai bidoni? A parer mio se vengono elevate multe per bidoni sul suolo pubblico, possono essere facilmente contestabili”.

Anche per Antonio De Felice “sarà difficile dimostrare il cattivo operato dei condomini. Ho personalmente individuato in ore notturne aggirarsi altri cittadini non facenti parte del nostro condominio – svela – intenti a gettare spazzatura nei nostri raccoglitori. Mi adopererò per inoltrare un esposto. L’alternativa è sorvegliare i bidoni H24? Follia caro comandante”.

“La fattibilità di farla singolarmente e non condominiale c’è? perchè il mio timore è che io la rispetto ma gli altri?”, scrive Mario Dodi e per Fabio Giurina “c’è anche chi abitante dei Map vicini si dirige a buttare la spazzatura nelle piastre del progetto C.a.s.e.”.