L’AQUILA – Cinque dirigenti comunali, i titolari della discoteca Gretagarbo e il gestore della struttura sono stati rinviati a giudizio dal Gip del tribunale dell’Aquila Marco Billi con l’accusa di abuso d’ufficio.

Il reato è stato contestato ai dirigenti comunali Renato Amorosi e Domenico de Nardis, e i titolari della struttura, Bruno Coletti e Livio Del Guzzo: sotto la lente d’ingrandimento il parere favorevole concesso da Amorosi, dopo il parere espresso da de Nardis, per la concessione del permesso di costurire in regime di sanatoria.

In questo modo l’intero piano dello stabile, un ex capannone industriale, fu trasformato in una discoteca, nella quale furono realizzati anche due soppalchi.

Il permesso fu poi annullato nel 2007 dal Consiglio di Stato; nell’ambito dello stesso procedimento sono stati imputati anche i dirigenti comunali Vittorio Fabrizi, Cesare Simoni e Maria Enrica Corridore, insieme ai titolari del locale e all’affittuario, Antonio Di Sabbato.

I tre dirigenti, stando alle accuse, avrebbero  rilasciato il permesso malinterpretando le norme vigenti procurando un illecito vantaggio ai titolari dello stabile e al gestore.

Le parti offesse sono state individuate nel condominio Martella e il Comune dell’Aquila: la vicenda iniziò a seguito degli esposti presentati dai residenti nel condominio che continuarono nonostante gli accorgimenti tecnici presi dai gestori della discoteca.