L’AQUILA – Che si tratti di un gesto volontario non sembrano esserci dubbi e gli addetti poco potevano fare per evitarlo: scatta comunque l’inchiesta della magistratura dopo che una paziente di 62 anni è morta precipitando nella mattinata di ieri dal quinto piano della casa famiglia ospitata nel Rotilio Center all’Aquila.
Sul posto, dopo l’allarme, si sono portate l’ambulanza del 118 e le forze di polizia ma purtroppo non è stato possibile far nulla.
L’inchiesta dei carabinieri, aperta d’ufficio, dopo aver raccolto testimonianze e fatti sopralluoghi e foto, punta ora a verificare se ci sono stati errori, tutti da provare, in relazione a quanto avvenuto, anche se sulle prime non si intravedono responsabilità particolari. Sarà poi il magistrato a procedere o archiviare il fascicolo sulla scorta della relazione degli investigatori che egli valuterà.
A prescindere, ma non per forza scollegato da ciò, va ricordato, come riportato all’epoca da Abruzzoweb e altre testate, che si era ipotizzato alcuni anni fa il possibile trasferimento degli ospiti della ‘Comunità socio riabilitativa familiare per disabili intellettivi’ dai 2 appartamenti del Rotilio Center (a Pettino) a locali nel Comune di Navelli ma non se ne fece nulla.
Contro questa ipotesi, resa verosimile da un controllo dei Nas, si opposero in molti, comprese alcune associazioni che ritenevano, con argomentazioni verosimili, che “un trasferimento a Navelli significherebbe cancellare parte delle loro vite azzerando tutti i percorsi di inserimento, socializzazione e relazione faticosamente costruiti”.






