L’AQUILA – “Né il Comune né gli organizzatori mi hanno contattata per aderire all’iniziativa. Ci sono rimasta molto male”.
È furiosa e delusa Natalia Nurzia, titolare del bar Nurzia di piazza Duomo, nel cuore del centro storico ferito dal terremoto del 6 aprile 2009, che denuncia: “mi hanno esclusa dalla ‘Notte in rosa’, l’evento che si terrà questa sera. Non ne sapevo nulla. Poi questa mattina ho visto le bandiere rosa fuori i locali del centro storico”.
L’evento, nato per sensibilizzare verso la prevenzione dei tumori, prevede che nei (pochi) locali del centro, che resteranno aperti tutta la notte, si terranno incontri e verranno distribuiti gadget, oltre a serate e eventi di musica dal vivo.
“Se mi avessero contattata – dice – avrei partecipato con piacere. Impossibile, poi, che agli organizzatori sia sfuggito di contattarmi, perché siamo pochissimi ad aver riaperto in centro. So che qualche locale preparerà dei cocktail rosa, io avrei anche fatto il gelato rosa! Inoltre in piazza Duomo, dove c’è solo un altro bar oltre il mio, da mezzanotte in poi si terrà anche un concerto. Per la gente sarà brutto vedere le serrande abbassate”.
Anche perché le sue, di serrande, sono state tra le prime a riaprire dopo il terremoto, tra non poche difficoltà.
“Sarei stata la prima a partecipare – conclude amaramente – Sono molto delusa, anche perché l’evento è promosso dall’associazione del professor Umberto Veronesi, che è anche venuto una volta nel mio bar”.






