L’AQUILA – “Se le primarie del centrosinistra si svolgeranno il 18 dicembre siamo pronti a fare scelte autonome trovandoci altri compagni di strada”.
La posizione di Sel sulla sfida elettorale per il Comune dell’Aquila, affidata alle parole dell’ex assessore Giustino Masciocco, è netta.
“Fissare la data così presto significa strozzare la discussione e impedire la piena partecipazione dei cittadini – dice Masciocco ad AbruzzoWeb – le primarie non possono diventare lo strumento di legittimazione dell’attuale gruppo dirigente”.
La decisione del 18 dicembre è frutto di una decisione presa nel corso di una riunione di coalizione che si è svolta la scorsa settimana nella sede aquilana del Pd, alla presenza anche di Sel, Socialisti, Rifondazione e Idv, quest’ultimi tra i più strenui sostenitori della primarie-lampo: “se si rimandano all’anno prossimo – questo l’aut-aut dei dipietristi – al primo turno corriamo da soli”. Un incontro disertato dai centristi di Api e Udc.
“Se vogliamo sconfiggere il centrodestra – aggiunge Masciocco – dobbiamo lavorare per avere il maggiore consenso possibile, scrivendo assieme agli aquilani il programma di governo cittadino, aprendoci alla società civile, coinvolgendo la gente, tutte cose che non si possono fare in soli 60 giorni”.
“Sel è un partito giovane – sottolinea – fatto di persone libere che ci mettono la faccia e non cercano strapuntini, tanto è vero che, pur avendolo, siamo stati capaci di rinunciare al potere per non avallare le scelte del governo nazionale sull’Aquila (il riferimento è alle dimissioni di Masciocco dalla Giunta retta da Massimo Cialente, ndr), per questo vogliamo un cambio di passo, mentre i vertici dei partiti della coalizione sembrano arroccati a difendere le loro rendite di posizione”.
Masciocco si lascia andare anche a una stoccata nei confronti dell’attuale maggioranza, in linea con le critiche già formulate dal consigliere comunale di Sel Giuseppe Bernardi: “serve discontinuità”.
Una battuta, infine, l’esponente del movimento vendoliano la riserva alla proposta di lista unica di sinistra lanciata in un’intervista al nostro sito dal presidente del Consiglio comunale dell’Aquila, Carlo Benedetti, dei Comunisti italiani: “i cittadini si accorgerebbero che si tratta di un mero cartello elettorale senza una strategia a lungo respiro, il fallimento dell’esperienza di Sinistra arcobaleno ce lo insegna, per cui a Benedetti rispondo ‘no, grazie, abbiamo già dato'”.




