L’AQUILA – “L’ennesimo gravissimo episodio di corruzione e truffa perpetrato nei confronti dello Stato”.
Questo il commento dell’assessore all’Assistenza alla popolazione del Comune dell’Aquila Fabio Pelini in seguito all’inchiesta giudiziaria “mappopoli” che ha portato a un arresto e a nove avvisi di garanzia per gli appalti post sisma sui moduli abitativi provvisori (Map), realizzati in alcuni casi con materiale scadente e in modo difforme dalle norme di costruzione.
Il giudice per le indagini preliminari, Giuseppe Romano Gargarella, nella sua ordinanza di custodia cautelare ha disposto il sequestro delle casette concedendo tuttavia agli inquilini la possibilità di occuparli fino al 15 aprile; custode giudiziario è la dirigente del settore di Pelini, Patrizia Del Principe, e la ‘pausa’ istituzionale per il quarto anno dal sisma del 2009 rallente la corsa contro il tempo.
“Lo stato dei fatti – dichiara Pelini in una nota – venuto alla luce in seguito alle prove effettuate sui materiali di calcestruzzo prelevati presso i Map in questione, è allarmante. La vicenda riguarda tutti i Map realizzati nell’area di Cansatessa-San Vittorino, i Map delle piastre dal numero 1 al numero 5 realizzati ad Arischia e i Map delle piastre 2 e 4 realizzati nel sito di Tempera 2 (San Biagio) e coinvolge circa 100 famiglie che vivono in queste ore momenti di spaesamento e incertezza”.
“Vista la delicatezza della situazione e la necessità di procedere rapidamente allo sgombero dei Map in questione – prosegue l’assessore – ci tengo a rassicurare queste famiglie dicendo loro che l’amministrazione comunale non le lascerà sole e che provvederà nei prossimi giorni ad offrire soluzioni alloggiative alternative sulle quali stiamo già lavorando”.
“Verranno prese in considerazione le esigenze che emergeranno famiglia per famiglia, al fine di individuare la soluzione migliore caso per caso, nei limiti delle possibilità che offrono le varie forme assistenziali”, assicura.
“Quella che emerge purtroppo – ha concluso Pelini – è l’ennesima emergenza sull’emergenza che evidenzia ancora una volta, se le indagini confermeranno le accuse emerse, come il nostro territorio sia stato considerato da qualcuno un terreno di conquista per i suoi affari personali e per la sua cricca di riferimento”.



