L’AQUILA – “Per le cose che ha fatto in questi primi mesi, da professore, metto il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, dietro la lavagna”.
Non ha perso il piglio battagliero Angelo Mancini, candidato primo cittadino alle scorse amministrative con l’Italia dei valori e la civica L’Aquila oggi, che torna in Consiglio comunale grazie a una sentenza del Tar che lo reintegra al posto di Fabio Cortelli.
“Per le sorti della maggioranza di centrosinistra non cambia niente – spiega Mancini – Cortelli era una voce critica all’interno dell’aula e lo sarò anch’io, da persona libera quale sono, voterò secondo coscienza giudicando di volta in volta le proposte dell’amministrazione”.
Il Tar ha anche deciso sugli equilibri tra forze di governo e opposizione, stabilendo i rapporti di forza in 19 a 13 invece degli attuali 20 a 12, circostanza che decreta la fuoriuscita dal Consiglio dell’esponente del Partito democratico Tonino De Paolis.
“Aderirò all’Idv – sottolinea Mancini – andrò a fare compagnia a Giuliano Di Nicola, probabilmente farò anche il capogruppo e insieme al partito concorderemo la linea politica”.
Mancini fa anche un salto all’indietro, tornando all’epoca in cui fu fatto l’apparentamento tra le formazioni che lo sostenevano: “è una scelta che non avrei mai fatto, perché secondo me noi siamo il vero centrosinistra, non loro”.
“Così come non sarei entrato in Giunta prima di definire la mia situazione” incalza Mancini con riferimento al ruolo di assessore al Bilancio ricoperto dall’ex segretario cittadino dipietrista Lelio De Santis: “dopo tutto quello che De Santis ha detto contro Cialente forse era il caso di attendere e valutare”.
Nessuna telefonata di “bentornato” da parte del sindaco né del presidente del Consiglio comunale: “non si sono fatti sentire, d’altra parte mi hanno sempre considerato un rompiscatole, tranne il capogruppo e l’assessore di Rifondazione comunista, Enrico Perilli e Fabio Pelini, sono stati soprattutto esponenti di centrodestra a chiamarmi”.
Anzi, secondo Mancini “Cialente non sarà stato per nulla contento della decisione dei giudici amministrativi”.






