L’AQUILA – “Un’ esperienza allucinante, noi stesi per terra con quelle due belve con la bava alla bocca che ci tiravano la pelle, tornavano continuamente alla carica, abbiamo cercato di proteggere le braccia memori di quello che hanno combinato a quella signora, nostra amica, morta qualche mese fa per le conseguenze dei morsi di un pitbull”.
Comincia così il racconto della coppia aquilana azzannata domenica sera da due cani meticci e padronali nei pressi di via Giangaspare Napolitano all’Aquila mentre stavano passeggiando. Ora sono fuori pericolo ma devono sottoporsi a una fastidiosa profilassi.
Gli animali erano solitamente in un recinto ma stavolta sono scappati. In arrivo una denuncia in Questura anche se la Volante ha raccolto le dichiarazioni dei feriti.
Va precisato che i due si sono salvati solo in quanto è passata una macchina e il conducente ha fatto allontanare in qualche modo i cani. Lento, a loro dire, l’arrivo dei soccorsi chiamati tramite il numero unico 112.
“Quando è arrivata l’ambulanza”, aggiunge l’uomo, un dipendente pubblico, “ci hanno tagliato i pantaloni abbiamo visto la nostra pelle che penzolava sulle gambe di entrambi. Ci hanno trasportato in ospedale, lì hanno fatto entrare di urgenza la mia compagna, a me mi hanno lasciato in attesa con un buco in testa, una mano morsicata e la gamba destra che bruciava da morire e gocciolava sangue. Comunque elogio gli addetti del pronto soccorso per la loro prontezza e umanità.” A lei, che ha una gamba ridotta molto male, hanno dato una prognosi iniziale di 20 giorni, ma ce ne vorranno almeno il triplo prima che guarisca. A lui è andata meglio ma sono entrambi sotto choc.
“Dopo tanto tempo, quando i soccorsi erano arrivati”, prosegue il racconto, “è spuntato il proprietario degli animali il quale candidamente ha detto che i suoi cani non avevano mai dato problemi, ma io li avevo visti in precedenza lanciarsi in modo aggressivo contro le reti di recinzione. Ora, dopo questa esperienza drammatica, non mi sento più di coltivare il rito di una bella passeggiata, una di quelle cose che ci aiutano a vivere”.
“Intanto dobbiamo sperare di non esserci beccati una brutta infezione con quello che ne consegue. Scusate lo sfogo, tanto domani sarà tutto dimenticato, avanti il prossimo….”, conclude.






