L’AQUILA – Gli isolatori antisismici installati sotto le piastre di cemento armato delle cosiddette new town del progetto C.a.s.e. dell’Aquila presentano “materiali diversi da quelli offerti in gara” e “criticità ai fini del funzionamento e della sicurezza” e almeno 200 di essi sono da cambiare.

È quanto si legge nella perizia depositata dai consulenti tecnici d’ufficio nell’ambito dell’incidente probatorio disposto dal giudice del tribunale dell’Aquila Marco Billi, i cui contenuti sono stati anticipati dal Tgr Rai Abruzzo.

Ma le anomalie riscontrate dalla perizia non si limiterebbero a una conferma tecnica a supporto dei reati ipotizzati dai magistrati, che hanno indagato per turbativa d’asta e frode nelle pubbliche forniture sei persone.

Si tratta di Mauro Dolce, nella veste di responsabile unico del procedimento per il progetto C.a.s.e. presso il dipartimento della Protezione civile; Gian Michele Calvi, direttore dei lavori del progetto C.a.s.e. (entrambi gli indagati sono anche imputati del processo alla commissione Grandi rischi); Michel Bruno Dupety, presidente del consiglio di amministrazione della Alga Spa una delle ditte fornitrici; Agostino Marioni, amministratore della stessa ditta; Donatella Chiarotto, presidente della Fip, altra ditta fornitrice di Padova; Mauro Scaramuzza, altro dirigente della medesima ditta veneta.

La rottura di un isolatore campione durante i test effettuati nei laboratori di Torino, Alessandria e San Diego in California, dimostrerebbe secondo la perizia che almeno 200 dispositivi forniti dall’Alga di Milano presentano “criticità sostanziali ai fini della sicurezza e del funzionamento” tanto che i periti del tribunale auspicano “un intervento di sostituzione”.

Nel mirino della perizia ci sarebbe l’intera fornitura dell’azienda milanese che, insieme alla Fip industriale di Padova, si è aggiudicata la gara per la costruzione di oltre 7.300 isolatori antisimici per una spesa che supera i 7 milioni 100 mila euro.

Secondo i periti nominati dal tribunale, quasi 4.900 dispositivi realizzati dall’Alga risultano diversi dalla tipologia offerta in gara.

Quanto al funzionamento degli isolatori, la perizia evidenzia un’idoneità generale dei dispositivi installati, ma, scrivono i periti, solo in base alle normative nazionali o europee vigenti che “non sempre possono essere sufficientemente rappresentative e cautelative perché non includono componenti a frequenza relativamente elevata come quelle presenti nei terremoti reali”.

Durante le prove di laboratorio, infatti, la riproduzione degli effetti di un terremoto vero ha danneggiato gli isolatori campione dell’Alga a causa del fenomeno “stick-slip” che secondo i periti potrebbe risultare “potenzialmente distruttivo degli stessi dispositivi”.