L’AQUILA – Una riunione per discutere la proposta del Comune dell’Aquila per la riqualificazione dell’area di Porta Barete e per la ricostruzione del civico 207 di via Roma, il palazzo la cui ricostruzione è in bilico da anni a causa della vicinanza con riscoperto sito archeologico che amministrazione, Soprintendenza unica e associazioni puntano a valorizzare.
Un incontro informale, quello tra inquilini e i tecnici dell’ufficio Ricostruzione ma cruciale, in vista dell’accordo che dovrà concretizzarsi nei prossimi mesi, dopo anni di muro contro muro.
I tecnici del comune hanno infatti presentato ai condomini la prima bozza di una convenzione che ha al centro la riqualificazione dell’area archeologica, ma anche soluzioni, procedure e tempi certi per la ricostruzione del civico.
La riunione potrebbe finalmente costituire la svolta, anche se i condomini con ogni probabilità sottoporranno ora la convenzione ai propri legali prima di decidere il da farsi.
La proposta del Comune, resta quella presentata in una conferenza stampa lo scorso 31 marzo.
Tra le ipotesi avanzate dall’assessore alla Ricostruzione Pietro Di Stefano, quelle di indennizzi e abitazioni equivalenti, per i condomini intenzionati a lasciare i propri appartamenti o un rifinanziamento in toto da parte del Comune, senza alcuna spesa per gli inquilini, nel caso di uno spostamento dell’edificio di circa 10 metri rispetto all’area archeologica, ipotesi questa fortemente caldeggiata dall’amministrazione.
Lo spostamento sarebbe possibile, perché due dei cinque palazzi su via Santa Croce, verrebbero fusi in uno solo, creando così spazio per spostare via via i tre edifici e il civico 207 e liberando così il sito.
Lo scorso aprile è intervenuta anche la Soprintendenza che ha inviato la comunicazione a tutti gli inquilini di “inizio del procedimento di tutela indiretta” che investe il lotto di proprietà dei condòmini, oggetto della discordia e confinante con le mura.
Un procedimento che alla fine dell’iter, tra gli effetti, potrebbe comportare proprio l’impossibilità di ricostruire il palazzo dov’era e com’era. La tutela indiretta è arriva dopo il ricorso dei condomini al Tar che aveva sospeso il precedente vincolo apposto dall’ex direttore regionale dei Beni culturali, Fabrizio Magani, sulla particella di proprietà degli inquilini, perché non notificato a singolarmente a ognuno di loro. L’area dal grande valore identitario per il capoluogo, è difesa con le unghie e con i denti da cittadini e associazioni culturali.
Porta Barete, inoltre, si trova al centro del grande lavoro di recupero e valorizzazione delle mura cittadine che la Soprintendenza unica archeologica belle arti e paesaggio per la città dell’Aquila e i comuni del cratere sta ultimando proprio in questi mesi.
Il restauro della cinta muraria lunga circa 5 chilometri, che sarà completamente illuminata alla fine di quest’estate, è stato finanziato per 8 milioni di euro da fondi Por Fesr e per altri 3 dalla Direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici d’Abruzzo.



